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RICERCA, TECNOLOGIA MADE IN ITALY CONTRO LA FAME NEL MONDO

RICERCA, TECNOLOGIA MADE IN ITALY CONTRO LA FAME NEL MONDO

Una via, tutta italiana, per contribuire alla risoluzione del problema della fame nel mondo in grado di estrarre per via naturale e non chimica dalle biomasse, foraggi, cruscami ed altri scarti alimentari, farine ad alto contenuto di proteine, vitamine e minerali, fieni di buona qualità e biogas. E' quanto vuole essere la tecnologia HYST (Hypercritical Separation Technology) brevettata da un ingegnere italiano, Umberto Manola (per questo candidato al Premio Nobel per la fisica) e sostenuta dalla Associazione Scienza per l'Amore, un gruppo di persone che nel corso degli anni ha investito i propri risparmi e il proprio lavoro nel finanziamento della tecnologia che riesce a "disaggregare" le strutture dei vegetali attraverso ripetuti stadi d'urto ad alta. Un procedimento semplice, a basso costo e a impatto ambientale nullo, alternativo ai comuni processi che modificano la materia per via chimica o termochimica. L'associazione Scienza per l'Amore, che sostiene il progetto umanitario "Bits of Future: Food for All", ha avviato tramite la società BioHyst, una sperimentazione in Senegal e si prepara ad aprire degli impianti in Burkina Faso, Ghana, Costa D'Avorio, Somalia, Mozambico e Puntland (Somalia), i cui rispettivi governi hanno mostrato il loro interesse. Se ne parlerà in occasione di un convegno organizzato dall' Associazione Scienza per l'Amore, in collaborazione con la società BioHyst e il Cnr, che si tiene oggi alle porte di Roma, all'Area della Ricerca RM1 di Montelibretti, in occasione del convegno: "Tecnologia HYST: dalle biomasse alimenti ed energia sostenibile" che vedrà riuniti ricercatori, realtà socio-economiche e industriali. ( Big - 23 feb)

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