Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Viaggio nell’America della Grande depressione

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

Viaggio nell’America della Grande depressione

“GLI ALL-STAR DI MOSE’”: VIAGGIO NELL’AMERICA DELLA GRANDE DEPRESSIONE
Era il 1939 quando uscì per la prima volta “Furore”, il capolavoro di John Steinbeck e uno dei capisaldi della letteratura americana. L’epopea della famiglia Joad che, durante la grande depressione cominciata nel 1929, è costretta a lasciare la sua fattoria nell’Oklahoma per andare a cercare fortuna in California. “Gli All-Star di Mosè” (66thand2nd; euro 18; pp. 520), uscito oltreoceano nel 1996, è ambientato proprio in quegli anni. Mentre la famiglia Joad, con Tom appena uscito di prigione, sua madre e la giovane Rosa Tea, percorrevano la route 66 verso il caldo sole californiano, un’altra comitiva percorreva la stessa strada, e chissà che non si siano incrociati: partiti da New York su un carro funebre gli All-Star di Mosè sono una squadra di basket, sei ebrei e un goy (un non ebreo) che fa finta di essere ebreo, che non hanno avuto niente di meglio da fare che iniziare un tour per cercare di tirare su qualche dollaro giocando partite di basket in vecchie fiere contadine, licei, carceri, riserve indiane. A spingerli verso ovest non c’è solo la crisi, tra di loro qualcuno scappa dalla malavita che lo cerca, qualcun altro ha già trovato un impiego a Los Angeles, un altro scappa dalla famiglia che lo vorrebbe profeta, e un altro ancora scappa dal fantasma di una figlia morta appena nata. È il caso di Aaron, la voce narrante che racconta i diciassette giorni di viaggio tra New York e Los Angeles. Attraverso di lui il lettore scopre lentamente, non solo il mondo interiore del protagonista e quello esteriore di un’America sprofondata nella grande depressione, ma anche gli altri sei compagni di viaggio, ognuno dei quali si porta dentro un’altra piccola ma non meno profonda depressione. Il viaggio creerà tra i componenti della squadra, all’inizio quasi degli sconosciuti, legami che vanno oltre l’appartenenza alla religione ebraica. Uno dei compagni di viaggio dice ad Aaron: “Forse questo viaggio ci salverà. Forse, da qualche parte, in un modo o nell’altro, tu e io troveremo… qualcosa”. Anche questo di Charley Rosen, newyorkese, classe 1941, giornalista ed ex giocatore di basket, è quindi un romanzo che fa del viaggio l’elemento portante del libro. Rosen scrive in prima persona il resoconto di un percorso su chilometri e chilometri di asfalto che si fa, come ogni romanzo on the road che si rispetti, un percorso interiore che coinvolge ogni componente del gruppo, ognuno costruito con cura e grande precisione psicologica. Los Angeles non è solo la terra promessa americana per una comitiva di ebrei americani. Il viaggio di Rosen è un mosaico di narrazioni, quella di Aaron e quelle dei personaggi che il protagonista incontrerà per la via. La scrittura, fatta di periodi brevi e incisivi, scorre veloce sotto gli occhi del lettore che vede dai finestrini della vecchia signora, così viene chiamato il carro funebre degli All-Star, un’America ferita e dolorante, dove chi è povero non ha niente di meglio da fare che cercare di rubare qualcosa a chi è più ricco, e dove chi è ebreo racconta la condizione dei neri d’America e del fantasma della seconda guerra mondiale che inizia a spaventare il mondo. Un’epopea sgangherata e divertente, tra partite di basket all’ultimo punto e dialoghi dal grande impatto emotivo, dove la società americana del 1936 si riflette in quella europea, fatta di crisi economiche e personali altrettanto profonde, dei giorni che stiamo vivendo. (Naf)

LA COMMEDIA DEGLI ERRORI NEL GIALLO DI FRANCESCO RECAMI
Un giorno, ad Amedeo Consonni, tappezziere in pensione e collezionista per hobby di cronaca nera, si presenta del tutto inaspettato il Barzaghi, compagno di lavoro di quando addobbavano le carrozze della Wagon-Lits. Nel suo vecchio casolare, in un’intercapedine ha trovato tre scheletri; e vorrebbe aiuto, dall’antico collega con il suo pluridecennale archivio di crimini, per capirci qualcosa, prima di rivolgersi alla polizia con il rischio che gli blocchino i lavori di restauro. Così inizia la commedia degli errori che ha tutta l’apparenza di un giallo ed è in effetti il mistero impenetrabile delle vite quotidiane quando sono scrutate da un cortile condominiale. In “Gli scheletri nell’armadio” (Sellerio; euro 13; pp. 232) spuntano così piste di ogni genere, ingegneri inghiottiti in loschi affari, boy-scout svaniti come fumo dietro a storiacce d’amore. E Amadeo Consonni le segue tutte, mentre cadono a destra e sinistra pezzi di esistenza quotidiana a formare storie parallele che assumono autonomia e propulsione propria. La linea creativa di Francesco Recami segue tipici connotati: un protagonista collettivo e impersonale; la completa inconsapevolezza di ogni personaggio rispetto a quello che succede veramente, quasi fosse la vita ciò che accade mentre si sta seguendo una traccia gialla; degli intrecci che seguono un filo geometrico a raggiera, partendo dal centro unico del cortile del palazzotto ex popolare Novecento. Francesco Recami (Firenze, 1956) ha pubblicato, tra gli altri, “Prenditi cura di me” (premio Castiglioncello e premio Capalbio) e “La casa di ringhiera”. (Naf)

ITALIA 2023, “SINISTRI”: LA FANTAPOLITICA CHE FA PAURA
Anno 2023. Terza Repubblica. L’Italia è un paese guidato dal trasversale Partito della Felicità e dal dogma della pace sociale ad ogni costo. Un paese in cui le opposizioni sono al bando e “allarme” è l'unica parola d'ordine. Un paese riempito di negozi take-away in cui trovare psicofarmaci, sesso virtuale e lifting a buon mercato. Mentre la società civile e la pubblica opinione vacillano, un movimento terroristico riemerso dal passato, che si richiama a un gruppo di folli sovversivi mette a dura prova la macchina repressiva dello stato. Tutto ruota attorno a un enigmatico plico di racconti lasciato sulla scrivania del capo della polizia: è la sfida allo stato, una minaccia mortale al potere. Un romanzo, dieci racconti e un metaforico viaggio a ritroso nella storia del novecento italiano, per scoprire che le risposte sul nostro futuro si celano nelle ombre del nostro passato. È questo il plot di “Sinistri” (E/O; euro 15; pp. 224), scritto da Tersite Rossi, classe 1978, che ha esordito con Pendragon con il romanzo d’inchiesta “È già sera, tutto è finito”. (Naf)

UN EVOCATIVO RITRATTO DI BUCAREST IN CINQUE RACCONTI
Nuova edizione aggiornata con l’aggiunta di due racconti inediti in Italia per “Nostalgia” (Voland; euro 18; pp. 432) di Mircea Cartarescu. Uno straordinario inventario di sogni, incubi, ossessioni, paure che investono la vita dei protagonisti. E sullo sfondo Bucarest, città fiabesca e al contempo concreta, che si sviluppa in profondità, nei suoi sotterranei, nei passaggi segreti. Cinque racconti lunghi (“L’Uomo della roulette”, “Il Mendebile”, “I gemelli”, “REM”, “L’architetto”) dallo stile potente ed evocativo che compongono un romanzo singolare, impossibile da dimenticare. Nato a Bucarest nel 1956, Cartarescu è considerato il più importante autore rumeno contemporaneo. Poeta, autore di romanzi e critico letterario ha ricevuto importanti riconoscimenti. I suoi libri sono stati tradotti in tutte le maggiori lingue europee. Con “Nostalgia” si è aggiudicato la XIII edizione del prestigioso premio letterario Giuseppe Acerbi. (Naf)

“CIOCCOLATA CALDA”: L’ADOLESCENZA RACCONTATA DA RACHID O.
Il narratore e protagonista di “Cioccolata calda”, già pubblicato nel 2005 e che Playground ripropone oggi (euro 10; pp. 106), è un adolescente marocchino che non conosce il dolore perché protetto da un padre attento e affettuoso, verso il quale prova un amore assoluto e senza sfumature. Una condizione ideale, quasi perfetta, che tuttavia non può sottrarlo a nuovi incontri, alla vita. Dal rapporto con il vecchio cieco e con Youssr, il giovane raggiungerà una maggiore consapevolezza di sé e dei propri desideri, facendo anche i conti con un’ossessiva fascinazione per la Francia. Quella di Rachid O. è una voce in cui si mescolano stupore e sincerità, energia e saggezza, memoria e slancio. Una grande opportunità, infine, di avvicinarsi a una parte della realtà araba che spesso sconosciuta nei suoi riferimenti ideali, come nella sua quotidianità. Rachid O. è nato nel 1970 a Rabat in Marocco e oggi vive a Parigi. Ha esordito con “L’enfant ebloui” (1995), cui sono seguiti “Plusieurs vies” (1996) “Chocolat Chaud” (1998) “Ce qui reste” (2003), tutti editi in Francia da Gallimard. (Naf)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero