Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Modena celebra il mito inossidabile di Villeneuve

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

MODENA CELEBRA IL MITO DI VILLENEUVE

Un mito inossidabile della Formula 1, una carriera breve ma intensa, un pilota dalla guida tutta rischio e irruenza. La 13.ma edizione di “Modena Terra di Motori” è dedicata a Gilles Villeneuve: apertasi lo scorso 8 maggio - giorno dell’incidente che gli fu fatale - e fino al 10 giugno la manifestazione celebra il piccolo canadese volante con la mostra “Gilles Villeneuve un uomo nella leggenda” presso il Foro Boario di Modena, unico grande evento sul territorio nazionale dedicato al pilota nel trentennale della scomparsa. La mostra è realizzata grazie alla collaborazione della famiglia Giacobazzi, già sponsor di Villeneuve fin dal suo primo anno in Ferrari, la cui collezione privata Donelli Vini viene per la prima volta esposta al pubblico. In esposizione, tra l’altro, le tute, i caschi - persino l’ultimo, parti delle auto - musetti, alettoni, ruote - usate da Villeneuve nelle sue prestazioni più celebri, gigantografie delle immagini più famose e di altre quasi sconosciute, poster dell’epoca, filmati e interviste inedite. E ovviamente i bolidi: la Ferrari 312T4 del 1979, abitualmente ospitata presso il Museo Ferrari di Maranello, ma è anche l’auto del famoso arrivo su tre ruote al Gran Premio di Zandvoort. Immancabile la Ferrari 308, l’auto privata che Villeneuve usava nel tempo libero. La stanza “Zolder 8 Maggio ore 13.52” è uno spazio interamente dedicato proprio al Gran Premio del Belgio del 1982, la gara che Gilles non corse mai: morì in uno schianto a 225 Km/h durante le qualifiche; qui, intorno alla scocca di una monoposto d’epoca identica a quella guidata da Villeneuve, sono esposti alcuni pezzi recuperati dopo il tragico incidente: il volante, una gomma, un alettone e il musetto dell’auto. (Grm)

 

 

A VENEZIA L’ARTE “ROBOTICA”

Precedentemente ospitata presso la Galleria d’Arte di Maribor, capitale europea della cultura 2012, la mostra “Robotica”, da oggi al 3 giugno al Centro Espositivo Sloveno di Venezia, presenta lavori di artisti di questa nazione che dalla seconda metà degli anni ’90 hanno incluso i robot come tema, concetto o tecnologia nelle loro opere, affidandosi a differenti pratiche e tradizioni artistiche quali i new media, l’arte digitale e cibernetica e le installazioni spaziali. Questa ricerca legata all’applicazione della tecnologia all’arte contemporanea rappresenta uno degli aspetti più interessanti e all’avanguardia della scena culturale slovena degli ultimi vent’anni e ha reso la nazione un modello per tutta l’Europa. La mostra si pone come punto di arrivo di un percorso, durato quasi vent’anni, atto a documentare i lavori di numerosi artisti sloveni come Sreco Dragan, Dusan Bucar, Luka Drinovec, Borut Savski, Stefan Doepner, Bostjan Kavcic. Proprio a Lubiana sono nati laboratori come Ljudmila, dove personaggi del calibro di Vuk Cosić hanno fondato il movimento della Net-art. Il termine robot deriva dal termine ceco robota, che significa “lavoro pesante” o “lavoro forzato”. L’invenzione del termine è da attribuirsi al pittore ceco Josef Capek, mentre la sua introduzione e diffusione in letteratura si deve al fratello Karel Capek, il quale lo utilizzò per la prima volta nel 1920 all’interno del suo dramma teatrale “I robot universali di Rossum”, prefigurante la fine dell’umanità per mano di androidi organici, ribellatisi ai loro stessi creatori dopo che questi, liberi dalla schiavitù dello sforzo fisico, erano sprofondati nell’indolenza e nel vizio. (Red)

 

 

A MILANO L’ENFANT TERRIBLE DEAN DEMPSEY

La mc2gallery di Milano espone fino al 31 maggio la prima mostra in Italia di Dean Dempsey, 26enne fotografo statunitense nominato per il premio del SECA SFMoMA e recentemente selezionato per la retrospettiva "Next Generation: Young American Photography" a Monaco di Baviera. “La sua fotografia – secondo il curatore Domenico de Chirico -, è caratterizzata da una spiccata sensibilità nei confronti di tematiche legate alla famiglia e alla società. Personaggi immaginari e scene teatrali per mettere in discussione la questione nucleare, i generi sessuali e il corpo politico. Paura collettiva, desiderio e fantasia. Il tutto, con un innegabile sense of humor... La mutilazione, elemento piuttosto ricorrente nelle opere di Dempsey, segna, pertanto, il passo finale di distacco dalla ‘vecchia’ vita a una nuova esistenza e, certamente, una volontà inossidabile di voler curare le ferite causateci dal passato e dai tempi ‘ibridi’ che corrono”. (grm)

   

 

ANDREA MASTROVITO "RICREA" FRANKENSTEIN

Quattro installazioni realizzate con disegni, libri e video occupano gli spazi della galleria Guy Bartschi di Ginevra, opere di Andrea Mastrovito. Il 34 artista bergamasco presenta inoltre, in occasione della mostra, dal titolo “Frankenstein. The Modern Prometheus”, che si tiene da oggi al 22 maggio, un omonimo libro, in edizione a tiratura limitata di 100 copie, a cura di Libri Aparte e della stessa galleria Guy Bartschi. Attingendo dalla sua collezione di edizioni in lingua originale, dagli anni Cinquanta ad oggi, del romanzo Frankenstein di Mary Shelley, Mastrovito ha ricomposto e alternato dalla 1 alla 225 le pagine delle 70 differenti edizioni dell’opera in suo possesso per generare un "libro nuovo". Il volume viene presentato oggi, in occasione del vernissage, a partire dalle 18. (grm) 

 

A TORINO INTERNAZIONALE DEI GIOVANI ARTISTI

L’Associazione Koinè in collaborazione con la Fondazione Artevision presenta la sesta edizione dell’Internazionale d’arte Lgbte, fino al 4 giugno alla galleria Av Art di Torino, nella quale pittura, scultura e fotografia si intrecciano tra loro in un dialogo che coinvolge giovani artisti emergenti provenienti oltre che dall’Italia da Brasile, Portogallo, Svezia, Belgio e Romania. L’acronimo stesso LGBTE - La Grande Battaglia Trova Esito - si riferisce proprio alla conquista da parte degli artisti di un’ampia visibilità che li porti a farsi conoscere da un ampio pubblico. Tra le numerose richieste pervenute sono già stati selezionati artisti provenienti dal Brasile, dalla Svezia, dal Portogallo e dal Belgio, oltre a giovani artisti italiani. Il tema dell’edizione 2012 è “Orgoglio e Pregiudizio”. Data la sempre maggiore partecipazione per edizione di quest’anno si è previsto oltre all’utilizzo degli spazi espositivi di Vanchiglia, storico quartiere cuore di Torino, le gallerie AV Art e Moitre, anche dei foyer del Cinema Ambrosio e del Cinema Lux. Padrino d’eccezione Maurizio Galimberti, conosciuto in tutto il mondo come “instant artist”; personalissimo il suo stile a mosaico e l’impiego della Polaroid. (Grm)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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