Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

A Firenze l’universo di Salvador Dalì

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

A Firenze l’universo di Salvador Dalì

A FIRENZE L’UNIVERSO DI SALVADOR DALI’

“The Dalí Universe Florence” presenta oltre 100 opere del maestro del Surrealismo è al Museo Mediceo di Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, fino al 25 maggio. In esposizione collezioni ad oggi ancora poco conosciute, inerenti a diversi aspetti della produzione artistica di Salvador Dalì come le sculture in bronzo, i mobili surrealisti e gli oggetti in vetro. Accanto alle grandiose sculture la mostra espone al pubblico la veste poco conosciuta di Dalí illustratore: il maestro si dedicò infatti alla rilettura in chiave surrealista di molti testi letterari, sia contemporanei che classici. Il curatore è il presidente della Fondazione Ambrosiana, Beniamino Levi, uno dei maggiori esperti di Salvador Dalí che ha conosciuto personalmente l’artista spagnolo ed il suo entourage fin dagli anni Sessanta, incontrandolo personalmente nelle sue residenze di Parigi, New York ed in Spagna. (red)

VIAGGIO NEL CUBISMO

Dopo la mostra dedicata a Guttuso, il Complesso del Vittoriano, a Roma, ospita fino al 23 giugno, in “Cubisti Cubismo”, oltre 200 opere tra oli, disegni, sculture, filmati, oggetti di design, costumi e documenti che documentano la forza di rottura del movimento creato da Picasso e Braque in Francia tra il 1907 e il 1914, capace di influenzare la cultura di un’epoca. La rassegna presenta, tra le altre, opere degli spagnoli Pablo Picasso e Juan Gris, dei francesi Georges Braque, Fernand Leger, Albert Gleizes, Jean Metzinger, del pittore americano Marsden Hartley, dell'artista messicano Diego Rivera, della russa Natalia Goncharova. degli italiani Gino Severini e Ardengo Soffici, degli inglesi Wyndham Lewis e Vanessa Bell. (red)

CARLA ACCARDI IN POLONIA, UNGHERIA E GRECIA

Nell’ambito di un programma di promozione dei grandi artisti italiani all’estero le cui opere sono presenti nella sua collezione d’arte, il ministero degli Affari Esteri promuove un’importante mostra itinerante di Carla Accardi a Torun, Budapest e Atene. La prima tappa della mostra, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, è ospitata fino al 19 maggio presso il Centro d’Arte Contemporanea di Torun, in collaborazione con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture e l’Associazione per l’Arte Contemporanea Zerynthia. Comprende il nucleo della personale “Carla Accardi Smarrire i fili della voce” con tele, in gran parte inedite, che spaziano dal 1999 al 2012, alcuni lavori storici come i sicofoil Rosa, Giallo, Segni Grigi, Rosanero, Verdenero eseguiti tra il 1969 e il 1972 e alcune opere tridimensionali come Ombrellini del 1999 e Onda del 2008-2009. Sono inoltre presenti due tele appartenenti alla collezione Farnesina. Unica donna all’interno del gruppo Forma1 e una dei massimi esponenti dell’Astrattismo italiano, Carla Accardi (Trapani, 1924) ha saputo rinnovare la sua ricerca pur rimanendo legata ad un suo inconfondibile stile. Nell’arco di sessant’anni il suo percorso creativo è stato caratterizzato da una libertà espressiva rigorosa e al tempo stesso gioiosa; ha esplorato sia la bidimensionalità della pittura che i volumi della scultura e dell’architettura, in un dialogo ininterrotto con la materia. Dal 1946 è a Roma dove si impone all’attenzione dei critici e nell’ambiente della cultura informale, con quadri dove prevalgono segni bianchi su fondi neri. Negli anni Sessanta supera la superficie piana e inventa forme spaziali costituite da fogli di silicofoil sui quali traccia stesure di colori in trasparenza. Il rapporto con lo spazio si traduce negli anni settanta nella serie delle Tende, strutture abitabili e percorribili. Nel decennio successivo le stesure cromatiche ricoprono tele grezze mentre negli anni novanta prevale un segno fluido e avvolgente.  (PO / red)

 

100 OPERE SULLA LIBERTA’ 

Dodici capitoli corrispondenti ad altrettante sezioni - Ragione, Utopia, Consumismo, Forza, Sostenibilità, e altre ancora - sono categorie aperte all’interno delle quali la mostra “The desire for freedom”, fino al 2 giugno a Milano, a Palazzo Reale, rimette in discussione l’idea di libertà in Europa dal 1945 a oggi, attraverso il pensiero degli artisti contemporanei. Palazzo Reale ospita oltre 100 opere tra dipinti, fotografie, sculture, video ed installazioni, provenienti da 28 paesi diversi e realizzate da artisti di differenti nazionalità, tra i quali Ian Hamilton Finlay, Damien Hirst, Armando, Richard Hamilton, Niki de Saint Phalle, Gerhard Richter, Christo, Mario Merz, Maria Lassnig. Il pubblico ha la possibilità di conoscere la ricerca di artisti dell’Europa occidentale e dell’Europa orientale, talvolta poco noti, arrivando ad avere un quadro molto ampio del pensiero europeo. Il progetto, concepito dal Deutsches Historisches Museum di Berlino e realizzata attraverso la collaborazione internazionale di 36 membri del Council of Europe, è vincitore di un bando della Commissione europea che sostiene la mostra all’interno del Culture Programme (2007 – 2013). Partner di questo progetto sono il Collegium Hungaricum in Berlin (dove la mostra ha già fatto tappa lo scorso inverno), Palazzo Reale per Milano e il Kumu Kunstimuuseum di Tallinn, dove la mostra approderà  dal 28 giugno al 29 settembre, per poi concludere il suo tour al Contemporary Art Museum di Cracovia dal 18 ottobre al 26 gennaio 2014.

VENTI CAPOLAVORI RACCONTANO LA CARITA’

Nell’intento di riconfermare la propria identità legata alla realtà storica, culturale, spirituale, sociale dell’ordine dei Frati minori Cappuccini, fino al 16 giugno il Museo dei Cappuccini di Milano presenta “Venti capolavori per raccontare la Carità”, un percorso biblico-iconografico tra opere provenienti da prestiti eccellenti. Dai Musei Vaticani giungono preziosi frammenti di sarcofagi, dall’Hospital Vot di Madrid il San Francesco di Vicente Carducho, dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia la parabola del Buon Samaritano dipinta da Domenico Fetti, dai Musei Capitolini di Roma l’Allegoria della Provvidenza di Ludovico Carracci, dalla Pinacoteca di Brera due opere su San Francesco di Giovan Battista Crespi, dalla Pinacoteca del Castello Sforzesco altri due dipinti sui miracoli del Poverello d’Assisi, dalla Civica Raccolta delle Stampe Bertarelli il Buon samaritano di Rembrandt, dal Museo Francescano dell’Istituto Storico dei Cappuccini un grande tabernacolo ligneo. A completamento una piccola mostra fotografica sulla carità vissuta al giorno d’oggi nell’esperienza di Opera san Francesco per i Poveri.  (red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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