Con 79 voti favorevoli, 63 contrari e nessun astenuto, l'Aula del Senato ha dato il primo via libera al decreto sull'ex Ilva. Il provvedimento passa alla Camera per essere convertito in legge entro il 30 gennaio. Il decreto autorizza Acciaieria d’Italia s.p.a. (ADI) ad “utilizzare le somme residue trasferitele precedentemente da ILVA s.p.a. – attualmente pari a 108 milioni di euro – per una finalità ulteriore rispetto a quelle indicate nella norma che ne disponeva l’erogazione, ossia per garantire la continuità operativa degli impianti di Taranto da essa gestiti”. Due le principali novità: il possibile prestito di 149 milioni per l’anno 2026 a favore di Ilva Spa nel caso in cui la cessione a terzi degli impianti non avvenga entro il 30 gennaio 2026 e il prolungamento al 2028 dello stanziamento di un milione di euro annui in favore delle aziende dell'indotto. I fondi presenti all’interno del nuovo decreto legge sull’ex Ilva, pari a 149 milioni, sono “necessari per garantire la continuità produttiva e, soprattutto, la manutenzione degli impianti, affinché sia possibile raggiungere quel livello che oggi è necessario per completare il processo di assegnazione all’attore che intende rilevare gli impianti - ha commentato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un convegno alla Sapienza -. Questo dimostra anche l’impegno del Governo a trovare una soluzione a quella che ormai, credo ne siano consapevoli tutti, è una grande sfida per tutto il Paese”. L’ok al decreto arriva all’indomani della morte di Claudio Salamida, l'operaio di 47 anni precipitato dal quinto piano dell'Acciaieria 2 mentre controllava la valvola di un convertitore. E i sindacati chiedono chiarezza: “Le risorse stanziate per l’ex Ilva con il decreto approvato al Senato non sono sufficienti a garantire interventi strutturali sugli impianti, né a coprire i tempi della trattativa. Da due anni diciamo che si tratta di provvedimenti tampone che non assicurano un futuro al gruppo siderurgico. Il tragico infortunio mortale di lunedì scorso a Taranto non doveva accadere - ha dichiarato Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil -. Abbiamo espresso cordoglio alla famiglia di Claudio Salamida e solidarietà nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. È indispensabile prevedere ulteriori risorse per le manutenzioni ordinarie e straordinarie e per mettere in sicurezza gli impianti. Ribadiamo la necessità di una convocazione immediata a Palazzo Chigi, la Presidente del Consiglio deve ascoltare le ragioni delle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici dell'ex Ilva”. (sip - 14 gen)
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