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direttore Paolo Pagliaro

IL MADE IN ITALY CRESCE DEL 3,3% E RAGGIUNGE €643 MLD

"Dopo due anni di consolidamento in un contesto avverso e nonostante i dazi,  il cambio euro dollaro, i conflitti bellici e tutte le criticità attuali, l’export del Made in Italy chiude  il 2025 con un valore di 643 miliardi, in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Un  risultato che appare particolarmente significativo tanto nel confronto con la performance  dell'UE (+2,2%), e con quella dei suoi principali esportatori (+0,9% la Germania, +2,0% la  Francia, in leggero ripiegamento Belgio e Spagna), quanto con quello dei principali esportatori  mondiali (+0,9% la Cina, stabile il Giappone, in leggera flessione la Corea del Sud).  Nel 2025 il bello e ben fatto italiano dimostra di essere più forte degli ostacoli tanto nei confini  europei (+4,2%) quanto al di fuori (+2,4%). La farmaceutica è il settore che ha portato il  contribuito più ampio alla crescita: 2,5 dei 3,3 punti di incremento complessivo provengono da  questo settore; seguono i metalli e prodotti in metallo e l'agroalimentare, con rispettivamente 1 e 0,5 punti del totale. L'export di prodotti agroalimentari (+4,9% la variazione 2025/2024) si è  attestato a 72,4 miliardi, quello della meccanica si conferma a poco meno di 100 e quello del  tessile, abbigliamento e calzature si è ridotto dell’1,9%, attestandosi a 60,8 miliardi.  Dicembre 2025 (+4,9% rispetto a dicembre 2024) ha contribuito con 2,4 miliardi ai 20,4  miliardi di incremento dell'export sull’intero 2024: di questi 13,2 si sono prodotti nei mercati UE  (+4,2%) e 7,2 nell'extra UE (+2,4%). Il mercato UE più dinamico è stato la Spagna (+10,2%),  seguita da Polonia, Austria e Francia; dopo due anni di flessione sono tornate a crescere  anche le vendite verso la Germania (+2,3%), principale mercato di destinazione del nostro  export. Tra gli europei non UE, sale la Svizzera (+16,3%) e scendono la Turchia (-23,1  complessivamente, -4,6% se escludiamo la gioielleria) e la Russia (-15,4%).  Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il 2025 si chiude con un +7,2%, sintesi di una crescita molto  sostenuta nella prima parte dell'anno e di un deciso rallentamento nella seconda.  L’andamento delle vendite verso gli USA andrà monitorato attentamente nelle prossime  settimane e nei prossimi mesi considerando le incertezze legate ai dazi e al cambio  euro/dollaro. Sfiora il 10% la crescita dell'export in India (+9,4%), mentre si riduce del 6,6% il  valore delle vendite in Cina, nonostante un ultimo trimestre in territorio positivo.  È fondamentale proteggere i contratti acquisiti negli Usa e diversificare nel resto dei mercati  globali. In questo senso il Piano d’azione per l’export, promosso dal MAECI e dal Ministro  Antonio Tajani, rappresenta una leva fondamentale per sostenere le imprese nei mercati  esteri, insieme a resto del Sistema Paese. Il Governo sta spingendo molto sulla crescita  dell’export destinando importanti risorse: dobbiamo trasformarle in azioni concrete,  potenziando fiere, collettive estere, uffici nel mondo e attività di business matching, a beneficio  soprattutto delle piccole e medie imprese". Così in una nota il Presidente di ICE, Matteo  Zoppas, in merito ai dati Istat ‘Commercio estero e prezzi all’import di dicembre 2025’. (fre)

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