Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Due capolavori del Rinascimento ad Ancona

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Due capolavori del Rinascimento ad Ancona

Due capolavori del Rinascimento per due mostre studio. Dallo scorso 14 febbraio la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona accoglie due prestiti di eccezionale rilievo, offrendo al pubblico un’occasione unica di approfondimento e confronto tra due protagonisti assoluti del Rinascimento italiano: L’Annunciazione Malchiostro di Tiziano Vecellio e il Ritratto del balestriere Battista di Rocca Contrada di Lorenzo Lotto. I due capolavori sono il focus di due mostre studio allestite in due parti distinte del museo: “Tiziano 1520. La Pala Gozzi di Ancona e l'Annunciazione del Duomo di Treviso” e “Lorenzo Lotto. Un volto per la città. Il Mastro Batista balestrier de la Rocha Contrada”. La prima mostra sarà visitabile fino al 29 marzo, mentre la seconda fino al 16 aprile. Questa doppia apertura si inserisce nel programma della candidatura di Ancona a Capitale italiana della cultura 2028 e porta la Pinacoteca ad ospitare quattro mostre in contemporanea: i due capolavori di Tiziano e Lotto e le esposizioni già in corso fino al 15 marzo “Carlo Maratti e l’incisione”, curata da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò e Stefano Papetti, in occasione delle Celebrazioni del IV Centenario della nascita dell’artista, e “Umberto Grati – Spin Off”, dedicata al noto illustratore e pittore anconetano recentemente scomparso, visitabile fino al 4 maggio. Un eccezionale calendario espositivo concepito proprio per accompagnare la corsa alla candidatura che pone al centro il ruolo fondamentale svolto dai musei cittadini e dal patrimonio culturale anconetano. (gci)

A PISA IL NUOVO INTERVENTO SITE-SPECIFIC DI SONIA MARRESE

Portare l'arte proprio dove nessuno si aspetterebbe di trovarla, trasformando una sorta di exclave funzionale in uno spazio comunque abitato dalla bellezza. L'Opera della Primaziale Pisana presenta un nuovo intervento site-specific di Sonia Marrese in Piazza del Duomo, fino a giugno. Sei fotografie in bianco e nero di grande formato abitano ora l'accesso ai servizi igienici della piazza, trasformando uno spazio funzionale in una soglia contemplativa. Anche i luoghi più prosaici possono diventare teatro dell'incanto. Anzi, forse proprio lì la bellezza rivela la sua natura più radicale: quella di un'invasione gentile che non risparmia nulla, nemmeno gli spazi che per pudore vorremmo rendere invisibili. Le immagini - parte della serie “Doppio Sogno/ Dream within a dream” - non si limitano a decorare un cancello di servizio: lo smaterializzano. Stampate su supporto riflettente, le fotografie dialogano con la luce nelle diverse ore del giorno, creando un effetto di trasparenza velata che invita chi aspetta all'aria aperta a guardarsi alle spalle, a riflettere – letteralmente – su ciò che si è appena attraversato. Tutte le foto di Marrese ritraggono la piazza dei Miracoli: la Cattedrale, il Battistero, la Torre e la cella campanaria. La funzione diventa pleonastica. Perché in una piazza dove ogni centimetro è saturo di bellezza monumentale, persino l'anfratto destinato al bisogno più elementare viene pervaso dalla stessa densità estetica. Il bianco e nero fortemente contrastato delle fotografie amplifica questo straniamento. Scattate a partire dalla primavera del 2020, le immagini di Marrese mostrano una diradata presenza umana che dilata la bellezza surreale degli scenari sontuosi, raddoppiati nell’acqua. Il progetto di Marrese si inserisce in linea di continuità con “MORGANA. Riflessioni di luce e storia” (2025), l'installazione con cui Marrese aveva trasformato un'impalcatura di cantiere, sempre in piazza dei Miracoli, in uno specchio poetico della città. Se allora il cantiere diventava "opportunità narrativa", oggi è lo spazio di servizio a mutare statuto: da spazio di necessità a soglia contemplativa. Marrese risponde con gesti minimi, ma inattesi: infiltra bellezza negli interstizi, nei luoghi che nessuno penserebbe di guardare con attenzione. Sonia Marrese è fotografa freelance, vive e lavora a Pisa. È cresciuta nell’atmosfera di un laboratorio mobile, un camion adibito a camera oscura usato dal padre, fotografo pubblicitario negli Anni ’70. Da quell’esperienza è nato un amore profondo per lo studio dell’immagine e la sua capacità di raccontare. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia, pubblicando anche lavori fotografici. (gci)

AL MUDEC DI MILANO “IL SENSO DELLA NEVE”

Con “Il senso della neve”, il MUDEC – Museo delle Culture di Milano apre un nuovo capitolo del percorso dedicato all’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026. Dopo “The Moment the Snow Melts”, l’imponente e poetica installazione di Chiharu Shiota che ha inaugurato la stagione nell’Agorà del museo, l’attenzione si concentra ora sulla neve come fenomeno naturale, simbolico, artistico e antropologico. La mostra, curata da Sara Rizzo e Alessandro Oldani, è aperta al pubblico con ingresso libero dal 12 febbraio fino al 28 giugno, ed è accompagnata da un articolato programma di iniziative dentro e fuori il museo che, grazie al lavoro congiunto di MUDEC, Ufficio Arte negli Spazi Pubblici e Ufficio Reti e Cooperazione Culturale, contribuiranno a rendere la neve protagonista di una narrazione condivisa. Tra queste proposte, il nuovo numero della rivista “MU – MUdec United”, che offrirà ulteriori prospettive e contributi interdisciplinari sul tema della neve, e una grande operazione di poster art, a cura di studio FM, che a partire da febbraio espanderà il racconto della mostra nello spazio urbano, oltre le sale espositive, in via Ventimiglia, nei pressi del MUDEC. Il percorso presenta oltre 150 opere e oggetti fra etnografia, testimonianze scientifiche, dipinti, fotografie, video e installazioni contemporanee, articolati in un viaggio che va dalla geometria dei cristalli di neve all’immaginario artistico europeo e giapponese, fino agli impatti del cambiamento climatico e dell’overtourism montano. La mostra include inoltre un importante focus sulle popolazioni artiche e della Terra del Fuoco, approfondendo i loro sistemi di adattamento e le pratiche spirituali legate allo sciamanesimo. Molti dei manufatti provengono da musei membri della rete MIPAM, che ha risposto alla call del MUDEC con prestiti eccezionali: tra questi, il tamburo sciamanico Sami del MUCIV-Museo delle Civiltà, Roma e la ricostruzione completa di un corredo da cacciatore Selk’nam, dove spicca il manto in pelliccia di guanaco dei Musei Civici di Reggio Emilia. La rete MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo, promossa dal MUDEC e istituita nel 2025, riunisce oltre 25 musei italiani con collezioni provenienti da Asia, Africa, America e Pacifico. Obiettivo del network è mettere al centro dialogo, trasparenza e buone pratiche di gestione del patrimonio culturale globale. La mostra nasce proprio grazie anche a questa collaborazione: lungo il percorso espositivo, un segno grafico dedicherà riconoscibilità alle opere provenienti dai musei MIPAM, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta. (gci)

L'AFRICA RACCONTATA ATTRAVERSO L'ARTE

Il continente africano è stato la culla dell’essere umano e della civiltà, da lì Lucy e i nostri antenati hanno mosso i primi passi per diffondersi dapprima in Europa e in seguito ovunque nel mondo, portandoci a essere l’universo interculturale e globale che siamo diventati oggi. Un luogo ricchissimo non solo di natura, materie prime, ma anche di storia, tradizioni e di una cultura variegata tanto quante sono le popolazioni che abitano le cinquantaquattro nazioni indipendenti che lo compongono: dai paesi del nord come Tunisia, Marocco, Egitto, passando attraverso Senegal, Repubblica Democratica del Congo, Costa d’Avorio, Tanzania, Zambia, Angola, Nigeria, Sudafrica e Madagascar. “Sguardi sull’Africa”, dal 1° marzo al 4 maggio, è una straordinaria occasione per conoscere la complessità e varietà della produzione artistica del continente africano nell’ultimo secolo e questo è possibile grazie al dialogo tra due importanti collezioni private per la prima volta presentate al pubblico: la Collezione Giglio di Piacenza e Collezione 54 di Rosario Bifulco. In mostra nel Palazzo Gotico Piacentino, a cura di Paolo Giglio e Samuele Menin, saranno oltre 200 opere e manufatti suddivisi idealmente in quattro sezioni principali: Oggetti e Statue Rituali (Collezione Giglio), Pittura dal Marocco (Collezione Giglio), Arte Contemporanea Africana (Collezione 54), Giovani voci d'Africa. Una sezione della mostra sarà dedicata a un approfondimento della produzione pittorica nordafricana con particolare attenzione alla produzione del Marocco con artisti come: Jilali Gharbaoui, Fatima Hassan el Farouj, Mohamed Melehi e Hassan el Glaoui. Le opere saranno presentate nel prestigioso Palazzo Gotico di Piacenza con un allestimento sviluppato appositamente dallo studio di architettura Fosbury Architecture di Milano. Gli artisti in mostra: Abdoulaye Konaté, Barthelemy Toguo, Bodo Amani, Bonolo Kavula, Cheri Samba, Cyrus Kabiru, Edson Chagas, Fathi Hassan, Ibrahim Mahama, Kamudzengerere Admire, Maimouna Guerresi, Meschac Gaba, Nwaneri Kelechi Charles, Patrick Bongoy, Pieter Hugo, Raymond Tsham, Teresa Kutala Firmino, Wim Botha, Zanele Muholi, Ahmed Cherkaoui, Chaibia Talal, Farid Belkaia, Fatna Gbouri, Fatima Hassan El Farouj, Hassan El Glaoui, Jilali Gharbaoui, Mohamed Fquih Regragui, Mohamed Kacimi, Mohamed Melehi, Mohammed Ben Ali R’bati, Adji Dieye, Ako Atikossie, Binta Diaw, Ibrahim Ballo, Odinakachi Okoroafor Demure, Pedro Pires, Soly Cissè, Victor Fotso Nyie e Francis Offman. (gci)

“SMOOTH OPERATOR”: LA PERSONALE DI VILLIAM MIKLOS ANDERSEN

Fondazione Elpis presenta “Smooth Operator”, prima mostra personale in Italia di Villiam Miklos Andersen (Kalundborg, Danimarca, 1995), a cura di Gabriele Tosi, in apertura negli spazi della Lavanderia il 27 febbraio fino al 14 giugno. Il progetto è prodotto da Fondazione Elpis con il contributo della New Carlsberg Foundation, della 15. Juni Fonden, della Danish Arts Foundation, della Knud Hojgaard Fond e della Den Hielmstierne-Rosencroneske Stiftelse. La mostra riunisce opere scultoree e ambienti installativi che riflettono sul concetto di comfort come costruzione culturale e infrastrutturale: intesa come condizione prodotta negli spazi quotidiani così come nelle situazioni di movimento, transito e sosta temporanea. Attraversando immaginari legati ai luoghi di lavoro, alle aree di servizio e alle infrastrutture del viaggio, Andersen osserva come il comfort venga progettato, organizzato e messo in circolazione all’interno di sistemi fondati su efficienza, standardizzazione e controllo. Il titolo “Smooth Operator”, tratto dalla celebre canzone di Sade, richiama seduzione, adattabilità e mobilità sociale, delineando una forma di erotismo che mette in relazione desiderio individuale e meccanismi economici. Elemento centrale del progetto è il viaggio di una sauna mobile attraverso l’Europa, documentato attraverso nuovi lavori video e sonori. Agendo da camionista, l’artista ha trasportato il veicolo da Gotland a Milano. Le situazioni e gli imprevisti generati dall’operazione sono documentati in un road movie. La mostra presenta oltre quindici opere – molte delle quali inedite – che trasformano oggetti e dispositivi del comfort quotidiano in sculture dense e ambigue. Elementi associati al riposo, al sostegno e alla cura vengono tradotti in materia, rendendo visibili le strutture che regolano gesti ordinari di pausa e benessere. Attraverso materiali e tecniche che introducono dimensioni tattili, olfattive e di prossimità, Andersen riattiva un rapporto corporeo con oggetti solitamente percepiti come neutri e funzionali. Sculture in bronzo, lavori in legno e acrilico, strutture modulari e cabine mettono in tensione funzione e rappresentazione, suggerendo come l’“umanizzazione” della macchina possa rivelarne una natura più complessa e ambigua. La mostra si sviluppa negli spazi della Lavanderia di Fondazione Elpis, caratterizzati dalla compresenza di ambienti espositivi e spazi che conservano una forte impronta d’uso. “Smooth Operator” si inserisce nella collaborazione avviata tra Villiam Miklos Andersen e Fondazione Elpis nel 2024 con Una Boccata d’Arte, sviluppata a Serre di Rapolano. La mostra milanese prosegue questo dialogo spostando l’indagine dal contesto territoriale a spazi costruiti e sistemi interni, consolidando una linea di ricerca condivisa. La mostra sarà accompagnata da un catalogo e da un public program che ne approfondiscono i contenuti attraverso contributi critici e momenti di confronto. (gci)

NELLA FOTO. Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1520
Treviso, Cattedrale di San Pietro apostolo – Cappella Malchiostro, altare

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