E’ arrivato nelle librerie e sugli store “Soltanto ragazzi”: un romanzo di Andrea Mariani (Edizioni IlViandante, 2026). Amicizia, amore e malavita nelle periferie di Roma. Emiliano, il Lupo solitario, e Ivan, una forza della natura, condividono l'adolescenza tra comitiva e discoteche, alcol e droga, sesso e motori. La maturità li porta al bivio tra la vita di borgata e le contraddizioni dei quartieri alti. Ora, dipende tutto da una scelta sbagliata, una leggerezza o semplicemente dal caso. Il Lupo esplora il belmondo, le sue feste, i suoi letti. E dove mai se lo sarebbe aspettato ritrova l'amore e la famiglia a cui aveva rinunciato. Ivan, in un turbine di alcool e cocaina, si ritrova tra le file della malavita, protetto di un vecchio boss. Il destino però è insolente. Esigerà che il nuovo mondo dell'uno possa essere salvato solo dagli errori in cui l'altro si è trascinato. Li troverà di nuovo fianco a fianco?
Arroganti e spacconi ma al tempo stesso affettuosi e leali tra loro, i protagonisti e gli altri personaggi mostrano all’inizio una consapevolezza confusa del mondo visto dall’interno del loro gruppo sociale, che è stato un rifugio durante il periodo dell’adolescenza. Si lasciano scivolare addosso l’esistenza senza troppi pensieri, in bilico tra l’utopia promessa dai genitori di un’ascesa sociale - fatta di studio, sacrifici e posto fisso - e la percezione sempre crescente che quel tipo di realtà, se mai è esistita, appartenga al passato.
La vicinanza quotidiana e inevitabile con la criminalità delle borgate storiche esercita sui ragazzi un fascino quasi romantico che non soltanto, spesso, la giustifica, ma la pone come facile o unica via per l’ascesa sociale. Bramata più o meno consapevolmente da tutti, a causa dell’altrettanto inevitabile confronto con la borghesia medio-alta dei quartieri limitrofi, che fa apparire mediocri le aspirazioni e i piccoli traguardi raggiunti nella vita di un “quartiere cuscinetto”.
Tali influenze, unite al consumo non troppo saltuario di droghe e alcol e contrapposte ad una vita familiare tutto sommato normale hanno causato e causeranno uno sviluppo delle personalità dei ragazzi ambiguo e venato di contraddizioni, generando comportamenti che spaziano dal teppismo alla diligenza scolastica. La fine delle scuole superiori e il progressivo sgretolamento delle loro sicurezze porterà profondi cambiamenti nella loro vita. Si comincia a creare una distanza tra i due protagonisti, che dovranno fare i conti con una evoluzione che li affascina e li spaventa.
Il contatto con ambienti e persone dei diversi livelli della società romana li cambierà e rischierà di allontanarli per sempre.
In una Roma sorprendente e contraddittoria, come le grandi metropoli sanno essere, l’autore inscena una grande storia di formazione che si rivela una formidabile cartina di tornasole sociale e umana. Non c’è nulla di meglio per capire il presente e intuire il futuro, come ci dimostra Andrea Mariani, che scrutare il passato prossimo.
L'AUTORE Andrea Mariani nasce a Roma nel 1982 a due passi dalla Borgata di Primavalle. Una giovinezza turbolenta e un contesto sociale ad alto rischio lo porta a una serie di esperienze professionali avventurose, parallelamente alla laurea e agli inizi della carriera giornalistica. Al contempo, si dedica allo studio di tecniche di scrittura narrativa e collabora con diversi autori e registi. Mai assuefattosi del tutto alle dinamiche dell'ambiente giornalistico ed editoriale, un dramma personale lo spinge a mollare tutto e reinventarsi come restauratore e customizzatore di motociclette, attività che porta avanti egregiamente da 15 anni. Un incontro fortuito con Arturo Bernava ha riportato la luce Soltanto ragazzi, il suo primo romanzo, con cui vinse un premio letterario nel 2012. (red)
“VOLEVO ESSERE STRANO”, LA PRIMA BIOGRAFIA DI LUCIO CORSI
“Una peculiarità della poetica di Lucio Corsi è il suo sguardo di meraviglia verso le cose. Le sue canzoni sono il regno della similitudine, hanno sempre qualcosa di paradossale, con segni che evocano altro e rimandano a un altrove. Non è un neorealista ma semmai un surrealista, se volessimo usare una metafora cinematografica. Le sue canzoni hanno una patina che in modo sbrigativo potremmo definire ‘fatata’, ma la fanciullezza, l’occhio bambino, sono assai spesso la cifra della poesia” scrive Francesco Bianconi dei Baustelle nella prefazione Lucio Corsi. Volevo essere strano” di Donato Zoppo (Aliberti Compagnia Editoriale, 2026; 144 pagine | 15.00 €). La Maremma e le astronavi, dinosauri, bestie selvatiche e Sanremo, una faccia pittata di bianco, Topo Gigio, la canzone d’autore e tante chitarre elettriche. All’indomani del trionfo sanremese con Volevo essere un duro, del successo all'Eurovision, del tour all'estero e della popolarità che lo ha reso l'artista più googlato del 2025, Lucio Corsi continua a fare musica senza venire meno alla sua eccentricità, al suo essere un'anomalia per la musica leggera contemporanea, un musicista che si è nutrito di glam rock e di canzone d'autore, di David Bowie e Ivan Graziani, di T. Rex e Paolo Conte. Ha portato al Festival sé stesso, la sua musica a cavallo tra rock anni ’70 e tradizione cantautorale italiana. Lo ha fatto senza rinunciare alla sua personalità, mostrandosi alieno sul palco dell’Ariston. Uno strano, più che un duro. Con quattro album e centinaia di concerti all’attivo, compreso un tour europeo, Lucio Corsi è una delle figure più interessanti del panorama italiano negli ultimi anni. Le sue canzoni sono in linea con la lezione di grandi italiani e stranieri come Lucio Battisti, Ivan Graziani, Renato Zero, Flavio Giurato, Randy Newman e Marc Bolan, la sua partecipazione sanremese è avvenuta in continuità con le apparizioni di tanti eccentrici, alternativi ai canoni festivalieri, da Vasco Rossi a Elio e le Storie Tese passando per Rino Gaetano e Morgan. Tutti accomunati da un unico motto: Volevo essere strano. Al suo quarto libro con Aliberti Compagnia Editoriale, dopo il successo dei testi su Battisti, CSI e Litfiba, Donato Zoppo prova ad entrare nel mondo di Lucio Corsi, nell'universo del musicista toscano. In Volevo essere strano, il primo libro in Italia su Corsi, racconta la sua diversità nel panorama della musica nostrana: la provenienza maremmana, gli ascolti di gioventù, il trasferimento a Milano, i primi dischi e la crescita inarrestabile, la collaborazione con i Baustelle e poi Tommaso Ottomano, il crescente apprezzamento della critica per album come Cosa faremo da grandi? (2020) e La gente che sogna (2023), fino all'esperienza di Sanremo. Il tutto narrato con piglio fantasioso e surreale, ricordando che Lucio Corsi ci «insegna che la musica è come lo yoga: è buona quando si esprime in purezza, quando è libera dalla zavorra del risultato, dall’assillo del consenso. Onesta e leggera. Strana, ma neanche tanto». La poetica, la formazione e l’ispirazione, gli esiti musicali: in queste pagine Donato Zoppo segue le tracce di un giovane artista con una carriera in divenire, alla sua prima «vigorosa falcata rock». Prefazione a cura di Francesco Bianconi, copertina di Alessio Vitelli.
L’AUTORE. Donato Zoppo (Salerno, 1975) scrive per i magazine Audio Review e Jam, ha condotto per vent’anni il radio show Rock City Nights, dirige l’ufficio stampa Synpress44 con cui si occupa di comunicazione. Ha scritto su Beatles, Lucio Battisti, CSI, Litfiba e tanti altri, diventando uno dei saggisti musicali più stimati e prolifici in Italia.
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione