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Sicurezza, Onori: guerre ibride ci coinvolgono direttamente, serve consapevolezza strategica

Roma, 4 mar - “Abbiamo presentato un paper che analizza la guerra ibrida nei suoi diversi aspetti, dall’utilizzo dei flussi migratori come strumento di pressione alla manipolazione informativa. È uno spazio grigio che non è ancora guerra cinetica, ma non è più pace: è competizione per zone di influenza con strumenti che spesso non rispettano una leale dinamica internazionale”. Lo ha detto Federica Onori, deputata di Azione, a margine della conferenza stampa alla Camera “Minacce ibride e disordine globale”, durante la quale è stato illustrato il report “Narrative warfare e guerre ibride nel disordine globale” elaborato da Fimi sotto la guida del Ministero degli Affari Esteri. Secondo Onori, il documento – costruito con un approccio comparativo – prende in esame diversi teatri strategici, dall’Africa al fianco orientale dell’Europa, individuando nei principali attori globali – tra cui Russia e Cina – i protagonisti di queste dinamiche, ma senza trascurare il ruolo di altri Paesi come Turchia e monarchie del Golfo, in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar. “Parliamo di competizione per aree di influenza che passa attraverso strumenti non convenzionali: campagne di disinformazione, pressione economica, utilizzo politico dei flussi migratori, sostegno a governi fragili”, ha spiegato. Un caso emblematico, ha aggiunto, è quello del continente africano, “dove è in atto una vera e propria competizione tra potenze per ritagliarsi spazi di influenza”. Onori ha citato, tra gli esempi, l’uso da parte della Russia di compagnie militari private a supporto di giunte al governo, in cambio di concessioni strategiche, come diritti di estrazione mineraria. “Sono dinamiche che ci riguardano direttamente”, ha sottolineato. La deputata ha poi legato il tema delle guerre ibride al ruolo internazionale dell’Italia, in particolare nel quadro del Piano Mattei per l’Africa. “Se l’Italia si propone con un’iniziativa di quella portata, deve conoscere fino in fondo il contesto in cui si muove: un contesto frammentato, in cui vengono cavalcate le debolezze della narrativa europea e occidentale”, ha osservato. Per Onori, la presentazione del report a Montecitorio risponde proprio all’esigenza di rafforzare la consapevolezza politica e strategica rispetto a minacce che, pur non assumendo la forma tradizionale del conflitto armato, hanno ricadute concrete sulla sicurezza, sugli approvvigionamenti energetici e minerari e sulla stabilità delle aree di interesse italiano. “Non possiamo permetterci di leggere queste dinamiche come fenomeni lontani: la competizione globale ci coinvolge direttamente e richiede strumenti di analisi e risposta adeguati”, ha concluso.
(PO / Sis)

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