Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta, che firma anche testo e regia, sono i protagonisti di ‘Contrazioni pericolose’, la nuova commedia allestita da ArtistiAssociati - Centro di produzione teatrale diretto da Walter Mramor, in scena dal 13 al 15 marzo al Teatro Duse di Bologna (ore 21, domenica ore 16). L’esilarante vicenda si svolge interamente all’interno di un reparto di ginecologia. Una donna sta per partorire e la situazione è concitata. Un ostetrico cerca di tranquillizzarla, ma soprattutto cerca di tranquillizzare l’uomo che la accompagna, che non è il marito, il fratello e nemmeno il compagno. Si tratta di un amico speciale che, solo alla fine della commedia, scoprirà di essere il padre del nascituro. ‘Contrazioni pericolose’ segna un cambio di passo nella carriera di Pignotta, come autore e attore. Gli ingredienti vincenti della sua drammaturgia ci sono tutti: situazioni comiche, l’incontro e scontro tra caratteri, grande feeling fra gli attori in scena e un pizzico di mistero, ma questa volta Pignotta varca la soglia dell’esplorazione dell’animo. Al centro della storia ci sono, infatti, pulsioni, paure, speranze e desideri di una generazione in cerca di un equilibrio nel marasma di una vita che ha perso punti di riferimento. Se il travaglio fa esplodere il vulcano di emozioni che i due amici (Rocío Muñoz Morales e Giorgio Lupano) si portano dentro da anni, l’ostetrico (Gabriele Pignotta) rappresenta, invece, la rassegnata passione di chi lavora e vive situazioni di estrema gioia e dolore negli ospedali romani, sempre più in difficoltà per carenza di mezzi e personale. Una commedia, dunque, che fa ridere ed emozionare ma anche riflettere sui limiti, le pesantezze e le fragilità di un’intera generazione, e non solo.(PO red) FOTO: STUDIO FOTOGRAFICO PROFILI
IN SCENA A ROMA LA COMMEDIA “MATRIMONIO E ALTRE CATASTROFI” CON ALESSANDRA MORTELLITI E LUCA FERRINI
Approda al Teatro de’ Servi di Roma (Via del Mortaro, 22), dal 12 al 15 marzo, la nuova commedia firmata da N.L. White, diretta e interpretata da Alessandra Mortelliti e Luca Ferrini. Una casa, una suocera, un party, una moglie stravagante e un marito annoiato. La solita routine matrimoniale di una coppia ormai lontana dalla passione, sembra all'improvviso implodere e contemporaneamente esplodere davanti ad una piccola svista. Una svista, forse non così piccola, che diventerà la scintilla di accensione di una macchina comica che travolgerà a colpi di battute esilaranti e ritmi frenetici un ménage matrimoniale usurato ed in fin vita, ma ancora tenace. Una vera e propria slavina che, trascinando con sé i due protagonisti, non risparmierà nemmeno il pubblico che, assistendo a questo spassoso “delirio a due”, potrà fare similitudini con le proprie "faccende private" e probabilmente nessuno si troverà nuovo a situazioni di questo tipo.(red)
DAL WEB AL PALCOSCENICO TEATRALE: A MILANO ARRIVA VIVA EL FUTBOL
Dopo il successo delle prime tappe del tour e della data romana, Viva El Futbol arriva finalmente a Milano con Viva El Tour, il progetto live che trasforma uno dei talk sportivi più seguiti del web in uno spettacolo teatrale dal vivo. L’appuntamento è per lunedì 16 marzo 2026 sul palco del Teatro degli Arcimboldi, per una serata che unisce calcio, racconto e partecipazione diretta del pubblico. Sul palco Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola, affiancati da Corrado Tedeschi, danno vita a uno spettacolo che supera i confini del podcast tradizionale e si apre a una dimensione teatrale autentica, ironica e coinvolgente. Dopo Paolo Bonolis a Roma, ospite speciale della tappa milanese sarà la leggenda nerazzurra, Javier Zanetti, capitano per 16 anni dell’Inter, esempio di professionalità e icona del calcio internazionale. Zanetti sarà sul palco assieme ai protagonisti dello show che tra talk, dibattiti, aneddoti e momenti di confronto diretto con la platea renderanno la tappa di Milano un evento unico, costruito sul dialogo continuo con il pubblico. Viva El Tour prosegue così il suo viaggio nei teatri italiani, confermando la forza di un format capace non solo di riempire i teatri, ma anche di far vivere i contenuti live dello spettacolo sui social raggiungendo già oltre 20 milioni di views. Uno show che sta ridisegnando il linguaggio e lo spazio al racconto del calcio: non più solo commento sportivo, ma esperienza culturale e popolare, pensata per una community che vuole esserci, partecipare, intervenire. Nato come format digitale, Viva El Futbol si è affermato rapidamente come uno dei talk sportivi più seguiti del panorama italiano grazie a un linguaggio diretto, libero e immediatamente riconoscibile. Il suo successo si fonda su un modo di raccontare il calcio che va oltre il risultato e l’analisi tecnica intrecciando memoria, emozioni, cultura pop e vissuto personale. Un racconto capace di creare una relazione forte e partecipativa con il pubblico, trasformando ogni appuntamento in uno spazio di confronto autentico. Con Viva El Tour, questa identità trova nel teatro una nuova dimensione: più intima, condivisa, senza perdere l’energia originaria che trasforma la passione calcistica in un’esperienza dal vivo coinvolgente capace di rompere la quarta parete. (red)
ROMA: FRATTO_X, IL CULT DI REZZA E MASTRELLA IN SCENA AL PALLADIUM
Il 13 e 14 marzo al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre è in scena Fratto_X di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, uno spettacolo cult lontano dalle scene romane ormai da qualche anno che continua ancora oggi a interrogare lo spettatore a distanza di oltre 10 anni dal suo debutto. Insieme sulle scene da oltre trent’anni Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono tra gli artisti più apprezzati nel panorama teatrale contemporaneo. Fratto_X è uno dei loro spettacoli più celebri, anticonvenzionale come chi lo ha concepito. In scena, due entità, interpretate da Antonio Rezza e da Ivan Bellavista, discorrono sull’esistenza. Sullo sfondo dell’habitat creato da Flavia Mastrella, tra drappeggi e oggetti di scena che sono sculture, si susseguono i numerosi personaggi e le tante personalità di Rezza in un dialogo esilarante, allo stesso tempo lucido e sfrontato. Così Antonio Rezza e Flavia Mastrella raccontano la storia dello spettacolo: “Il telecomandato gira in cerchio: la spensieratezza non ha luogo. Entra la ferraglia con la pelle appesa. E con la voce forte. Si gira e se ne va. Urla da lontano parole piene d’eco. Torna e se ne va. L’eco ammutolisce. Un taxi perduto è un lamento mancato, disperazione in cerchio con autocritica fasulla, vittimismo di regime, modestia tiranna e tirannia del consueto. Tutto ciò che si assomiglia va al potere. E a imitar se stessi c’è sempre da imparare. Ma chi imita se stesso è la cancrena nell’orecchio di chi ascolta. E marcisce l’ambizione. L’ansia non è uno stato d’animo ma un errore posturale. Forma e demenza non viaggiano mai sole. Tra le dune di un deserto, uccelli migratori volano felici sulla testa di due uomini sereni, lievemente turbati dall’arroganza del potente di turno, essere antropomorfo con le braccia malformate dal compromesso elettorale. La cultura è fatta a pezzi da chi ama sceneggiare. E poi la voce di uno fa parlare l’altro che muove la bocca per sentito dire. E si lamenta del suo poco parlare con la voce che lo fa parlare. Litiga con la voce che lo tiene al mondo. Applausi a chi ha ben poco da inchinare. Rarefatta dalla santità, Rita da Cascia oltraggia la provenienza, si ama non per sentimento ma per residenza: siamo sotto un fratto che uccide, si muore per eccessiva semplificazione. Il lottatore di sumo desume che dedurre è un eccesso. Sindoni a confronto con cartoni animati redentori. Guerrieri di ritorno da niente e specchi carnefici a mettere parole in bocca allo specchiato. (red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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