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direttore Paolo Pagliaro

OGGI L’ITALIA CELEBRA
L’UNITA’ NAZIONALE

OGGI L’ITALIA CELEBRA <BR> L’UNITA’ NAZIONALE

Sono passati 165 anni da quando è avvenuto “il riconoscimento dell’Italia come Stato sovrano” e con esso “il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento”, principi “solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione che ha consentito al Paese di riconquistare, con la propria unità, la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato le battaglie, i sacrifici e i valori racchiusi nella “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” che si celebra oggi, 17 marzo, giorno della proclamazione dello Stato italiano. La giornata di celebrazioni si è aperta, come di consueto, con la deposizione di una corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto all’Altare della Patria, sotto il volo di una formazione ridotta delle Frecce Tricolore e alla presenza delle più alte cariche della Repubblica: ad accogliere il Presidente Mattarella, arrivato insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, al Vittoriano erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana; dopo il raccoglimento che ha seguito la deposizione della corona d’alloro da parte dei corazzieri le cariche hanno disceso i gradini del monumento romano, per poi congedarsi sulle note dell’inno nazionale italiano.

COSTITUZIONE PRESIDIO DI DIRITTI. “Indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace” sono i valori “fondanti dell’identità della Repubblica” che sono stati “maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale. L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese. Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona”, questo è il patrimonio di valori “che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto”, ha sottolineato il Capo dello Stato: “A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese. In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento”, ha proseguito.

L’OMAGGIO DEL GOVERNO. “Nel giorno in cui celebriamo i 165 anni dell’Unità d’Italia il nostro grazie va a tutti coloro che, ogni giorno, con il proprio lavoro, il proprio impegno e il proprio amore per questa terra contribuiscono a rendere l’Italia una Nazione unita, forte e orgogliosa della propria storia e della propria identità”, ha affermato la premier Meloni, con un messaggio pubblicato sui social, riguardo a quello che invece La Russa ha definito “un momento altamente simbolico che richiama alle radici della nostra Repubblica e ai valori che la contraddistinguono”. È quindi “nel rispetto della Costituzione, nell’orgoglio per il Tricolore e nel senso di appartenenza alla Nazione e alla Patria – ha continuato il presidente del Senato – che si rafforza ogni giorno la nostra comunità. Un patrimonio da custodire e trasmettere alle nuove generazioni”. A richiamare l’attenzione sul Tricolore, in una giornata come questa, è stato anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che lo ha definito “simbolo dell’identità, della libertà e dell’unità della nostra Nazione”, per poi dichiarare: “La scuola svolge un ruolo fondamentale nel custodire e trasmettere questa memoria, offrendo alle nuove generazioni l’opportunità di conoscere e riflettere sulla storia dell’Italia e sul significato dei simboli che rappresentano la nostra Repubblica”. Per il ministro della Cultura Alessandro Giuli “la nostra Italia è una volontà storica che si è fatta realtà. Celebriamo 165 anni di Patria costruita sul sacrificio di eroi che hanno reso possibile la nostra unità, un’identità che si fonda sulla coesione e sulla responsabilità di custodirne i valori”; Giuli ha quindi sostenuto il rinnovo dell’impegno “a far sì che la nostra Italia sia sempre più forte nella sua libertà, nella sua Cultura e nel suo senso di appartenenza”.

LE CELEBRAZIONI DELLA GIORNATA. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, per l’occasione, ha inoltre organizzato in Piazza Colonna l’esibizione delle Bande musicali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Il programma della giornata prevede l’esibizione della Banda della Polizia Locale di Roma Capitale, della Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, della Banda della Polizia Penitenziaria, della Banda della Polizia di Stato, della Banda della Guardia di Finanza, della Banda dell’Arma dei Carabinieri, della Banda dell’Aeronautica Militare, della Banda della Marina Militare e della Banda dell’Esercito. Per celebrare la solennità civile del 17 marzo, istituita con la legge 23 novembre 2012, n. 222, la Presidente del Consiglio ha poi delegato i rappresentanti del Governo a deporre delle corone d’alloro sulle tombe di Giuseppe Mazzini (Cimitero monumentale di Staglieno a Genova), Camillo Benso di Cavour (Castello Cavour a Santema, in provincia di Torino), Vittorio Emanuele II (Pantheon a Roma) e Giuseppe Garibaldi (Compendio garibaldino di Caprera, in provincia di Sassari). (17 mar - sio)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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