di Paolo Pagliaro
Tra i meriti che Trump difficilmente rivendicherà c’è quello di aver risvegliato l’orgoglio degli europei. Un sondaggio pubblicato oggi da EuroNews dice che i cittadini dei 27 paesi membri stanno rivalutando le prestazioni dell'Unione sulla scena internazionale , anche se le rimproverano i troppi silenzi sulle stragi di Gaza e i ritardi nella costruzione di un comune sistema di difesa. E’ in forte calo la fiducia degli europei negli Stati Uniti come partner a lungo termine. Solo il 28% degli intervistati – circa 10 mila in dieci diversi paesi - ritiene che Washington rimarrà affidabile nei prossimi anni. Il 51% suggerisce di approfondire le relazioni commerciali con le economie asiatiche come il Giappone e la Corea del Sud, mentre il 37% è favorevole a legami economici più stretti con la Cina. Anche il comportamento dei consumatori sta cambiando. Il 44% degli europei dichiara di aver ridotto o interrotto l’acquisto di prodotti americani.
Un aspetto non secondario del contenzioso in corso con gli Stati Uniti riguarda l’economia digitale e l’intelligenza artificiale. I fronti aperti sono numerosi e si chiamano antitrust, moderazione e trasparenza dei contenuti, copyright, privacy e responsabilità legale per ciò che viene generato dai chatbot. Questioni su cui l’Europa ha priorità e principi che non sono quelli della Silicon Valley.
Se ne discuterà sabato 28 marzo a Roma nella Convention per gli Stati Uniti d’Europa, organizzata dal partito +Europa, che si annuncia come un confronto concreto e competente su temi cruciali come l'energia, la sicurezza, la finanza. Sullo sfondo, i dati di un altro sondaggio – quello di Eurobarometro – che oggi vede la maggioranza degli italiani favorevole a un’Europa più forte, mentre fino a pochi anni fa eravamo tra i più euroscettici del continente.





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