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direttore Paolo Pagliaro

L’AQUILA, 17 ANNI FA
LA TRAGEDIA DEL SISMA

L’AQUILA, 17 ANNI FA <BR> LA TRAGEDIA DEL SISMA

- Diciassette anni fa, alle 3:32 della notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, una scossa di magnitudo 6.3 distrusse il cuore dell’Abruzzo, portando via 309 vite e sfigurando per sempre il volto di una città e di altri 56 comuni del cratere sismico. Oggi, 6 aprile 2026, L'Aquila si ferma nuovamente per onorare quella ferita che, pur cicatrizzata dai cantieri e dalla rinascita, continua a pulsare nel ricordo collettivo degli oltre 1.500 feriti e delle decine di migliaia di sfollati di quella notte.

Quest'anno le commemorazioni assumono un carattere particolare. Per la prima volta nella storia del post-sisma, la tradizionale fiaccolata notturna del 5 aprile è stata annullata a causa della coincidenza con le festività pasquali. Gli aquilani si sono comunque stretti nel raccoglimento attraverso momenti di preghiera e riflessione, culminati con la proclamazione del lutto cittadino per l'intera giornata odierna. Tra i momenti più simbolici dell'anniversario spicca l'inaugurazione dell'opera permanente "6 aprile 3:32" di Lea Contestabile presso Palazzo Margherita, un tributo visivo che cristallizza il momento esatto del disastro.

RICOSTRUZIONE E RINASCITA: IL TRAGUARDO DI CAPITALE DELLA CULTURA. Il 2026 non è un anno qualunque per il capoluogo abruzzese. La città, che sta affrontando l'ultimo miglio di una ricostruzione definita ormai in fase avanzata, si prepara a vivere il suo mandato come Capitale Italiana della Cultura 2026. Questo titolo rappresenta non solo un riconoscimento artistico, ma il simbolo della "Città Multiversa": una federazione di comunità capace di rigenerarsi sulle proprie macerie senza perdere il DNA storico che risale al 1254.

I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE. All'interno del cratere sismico, la ricostruzione privata ha raggiunto circa il 77% del completamento. Nel settore pubblico invece la situazione appare più complessa. Sebbene nel Comune dell'Aquila siano stati finanziati oltre 2,1 miliardi di euro, il completamento reale degli interventi pubblici e scolastici si attesta intorno al 50-69% a seconda dei comparti, evidenziando le difficoltà burocratiche che ancora rallentano il pieno recupero dei beni monumentali. È comunque evidente che emerga sempre più l’immagine di una città che ha saputo trasformare il dolore in una leva di innovazione. Tuttavia, resta aperta la questione della memoria materiale: esperti locali avvertono del rischio di perdere i “serramenti storici” e i colori originali delle facciate post-sisma, elementi che costituiscono l'anima visiva dell'Aquila e che necessitano di una tutela specifica in questa fase conclusiva dei lavori. Oggi, nel silenzio interrotto solo dai rintocchi della chiesa di Santa Maria del Suffragio, L'Aquila dimostra di essere una città che non dimentica, ma che guarda al 2026 come l'anno della sua definitiva consacrazione internazionale.

(6 APR - deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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