Niente rimpasto, men che meno dimissioni. E neppure una fase due o una ripartenza, perché “non ci siamo mai fermati”. La premier Giorgia Meloni, alle Camere per un’informativa di quasi un’ora, ufficializza che il referendum sulla giustizia non comporterà stravolgimenti nella legislatura, ma si concentra anche sulla crisi di Golfo e Medio Oriente, chiedendo una sospensione del Patto di Stabilità europeo qualora la crisi dovesse perdurare. “Si continua a parlare di dimissioni del governo, di rimpasto, di fase due, fase tre: alchimie distanti anni luce da noi nel quale non intendiamo far ricadere l’Italia. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato. E non servono nuove linee programmatiche, perché sono da sempre scritte nel programma di governo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua informativa alla Camera, respingendo le polemiche sulle ipotesi di rimpasto e ribadendo la continuità dell’esecutivo. “Gli italiani sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, fino all’ultimo giorno del suo mandato. Non scapperemo e non arretreremo, governeremo come fanno le persone serie e senza pesi sulla coscienza. Vado fiera della mia squadra di governo e la voglio ringraziare, a partire dai due vicepremier Salvini e Tajani”, ha aggiunto.
Sul tema energetico, Meloni ha ribadito la volontà di ridurre l’impatto dell’ETS europeo sui costi dell’elettricità e di adottare misure nazionali urgenti per calmierare i prezzi, in attesa di una revisione strutturale del sistema. Meloni ha parlato anche delle polemiche che la riguardano personalmente, respingendo accuse di presunti legami con la criminalità organizzata e ribadendo il suo impegno storico contro mafia e racket: catturati oltre 130 latitanti, eseguite più di 300 maxioperazioni, oltre 18 mila beni confiscati restituiti alla collettività e rafforzamento dell’ergastolo ostativo. Sul fronte della giustizia, la premier ha espresso rammarico per la mancata approvazione di una riforma che considera “storica”, auspicando che il cantiere legislativo non venga abbandonato. “Il rifiuto di consenso facile non è una sconfitta, ma l’inizio di una nuova spinta”, ha concluso Meloni, ribadendo la continuità dell’azione di governo, il rispetto del patto di stabilità e la determinazione a proseguire fino all’ultimo giorno del mandato, senza rimpasti e senza interruzioni, per consolidare risultati e affrontare le sfide ancora aperte.
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione