Roma, 17 apr - Un appello alla Conferenza dei rettori delle università italiane, a ogni ateneo italiano e alle istituzioni europee per supportare gli studenti iraniani oppressi dal regime: è quello, sottoscritto tra gli altri dai parlamentari Roberto Giachetti (Iv), Marianna Madia (Pd) e Giulia Pastorella (Az) e presentato su iniziativa del deputato e segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova. “Questo appello – spiega Della Vedova - si rivolge alla Crui, quindi ai rettori, alle università, ma anche alle università europee, perché non ci si dimentichi in questa guerra del popolo iraniano, e in particolare dei giovani, in questo caso degli studenti universitari iraniani che sono stati il bersaglio del regime fanatico, violento, liberticida degli ayatollah, per i quali però rischia di non cambiare nulla. Anzi – sottolinea il parlamentare, già sottosegretario agli Esteri - la durezza della guerra potrebbe addirittura lasciare spazio a un regime duro e repressivo, tanto quello di prima: le cronache anche negli ultimi giorni segnalano impiccagioni e violenze nei confronti di chi manifesta contro il regime degli ayatollah. Nessun rimpianto per il Khamenei che è stato eliminato, ma dobbiamo ricordarci che un altro Khamenei è lì, che i Pasdaran sono lì. E poi facciamo una richiesta, in particolare all'università, di alcuni interventi concreti che possano facilitare gli studenti iraniani presenti in Italia e gli studenti iraniani che volessero venire a studiare nella nostra università: una richiesta per un impegno a una mobilitazione da parte degli universitari nei confronti dei giovani iraniani, che fino ad oggi è stata flebile comparata ad altre mobilitazioni” conclude Della Vedova. “Sono una firmataria convinta – afferma invece Pastorella - perché è un appello che riesce a conciliare due aspetti: l'aspetto della sensibilizzazione così come c'è stata per altri conflitti, e sarebbe bene che sensibilizzassimo l'opinione pubblica, dentro e fuori l'università, sul fatto che questo conflitto è fondamentale, che ogni giorno ci sono non solo assassinii ma anche esecuzioni, quindi legalmente accettate, di giovani donne e uomini che studiano, che cercano di studiare in Iran. Nel nostro paese ci sono oltre 13.000 studenti iraniani che non possiamo lasciare soli, quindi l'aspetto di sensibilizzazione è fondamentale ma altrettanto fondamentale. Ma chiediamo anche al mondo dell’università di adoperarsi per rendere più fluido il passaggio e lo studio in Italia, quindi in modo da evitare che gli studenti che ancora devono venire si ritrovino davanti a ostacoli burocratici, che già ci sono perché si tratta di un paese in guerra, ma che riescano ad essere facilitati nella loro giusta ambizione non solo di salvarsi ma anche di avere un futuro migliore. Quindi auspichiamo, dopo le tante firme di professori, rettori che abbiamo raccolto – conclude la deputata - che davvero l'università italiana risponda al proprio dovere morale, che è quello di accogliere tutti gli studenti e di prepararli al meglio per una vita che auspicabilmente smetterà di essere sotto una dittatura sanguinaria”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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