Roma, 21 apr – “I dati ci dicono che sempre di più i minori utilizzano l’intelligenza artificiale non tanto per fare ricerche o compiti, ma come supporto emotivo, arrivando fino a sviluppare delle relazioni. Non bisogna vietare l’intelligenza artificiale, ma arginare le potenziali derive negative, soprattutto quando si parla di minori". Lo ha detto la deputata di Azione Giulia Pastorella, presentando alla Camera una proposta di legge sull’uso dei chatbot, con un focus specifico sulla tutela dei più giovani. Un fenomeno che, secondo la parlamentare, rischia di produrre effetti problematici sul piano psicologico e sociale. "È proprio su questo punto che si concentra la proposta di legge a mia prima firma, che cerca di arginare lo sviluppo di queste relazioni emotive con una cosa molto semplice: limitare la memoria dei chatbot di intelligenza artificiale a pochi giorni, in modo che non si sviluppi la conoscenza reciproca tra chatbot e ragazzi". Una misura tecnica, ha sottolineato, che punta a prevenire "derive come isolamento sociale e problemi psicologici, tutto quello che già stiamo vedendo nascere". Il testo prevede inoltre "una serie di articoli su campagne di sensibilizzazione" e l’affidamento all’Agcom del compito di definire linee guida specifiche. L’obiettivo è intervenire in quelle "aree grigie" che non rientrano nei reati già codificati – come l’istigazione al suicidio o alla violenza – ma che possono risultare "molto, molto pericolose per lo sviluppo psicologico ed emotivo dei nostri minori". Pastorella ha poi rivendicato il carattere condiviso della proposta, maturata attraverso un confronto con aziende tecnologiche e società civile. "È una proposta assolutamente partecipata perché credo sia dovere del legislatore confrontarsi con chi queste tecnologie le sviluppa", ha detto, citando la presenza alla conferenza stampa di rappresentanti di Google e Meta. "Ne ho parlato con loro preventivamente, così come con la società civile – Save the Children, Fondazione Carolina – e con chi sta a contatto con i ragazzi come Scuola.net". "Credo sia fondamentale mettere insieme la società civile e le aziende di tecnologia con una chiara direzione del legislatore", ha concluso la deputata, ribadendo la linea di fondo del provvedimento: consentire l’uso dell’intelligenza artificiale, ma con strumenti in grado di prevenire rischi e distorsioni, in particolare per le fasce più giovani della popolazione.
(PO / Sis)
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