Nel 2025 le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani hanno raggiunto 72,5 miliardi di euro (+5%), di cui 62,5 miliardi per alimentari, bevande e tabacco e 10 miliardi per prodotti agricoli. La crescita è stata trainata da comparti come altri prodotti alimentari (+12,7%), prodotti agricoli (+9,4%), formaggi e latticini (+13,7%), carni (+10,4%) e prodotti da forno e farinacei (+3%). Le vendite di frutta e ortaggi sono rimaste stabili, mentre sono diminuite quelle di bevande (-2,5%) – in particolare il vino (-3,7% a €7,8 mld) – e oli e grassi (-8,6%) – su cui ha pesato la decisa flessione dell’olio di oliva (-20% a €2,5 mld). È quanto emerge dal Focus On "Food", un'analisi che scatta una fotografia sui trend dell'agroalimentare italiano e sull'export del settore, realizzata in occasione di Tuttofood, al via la prossima settimana, dall'ufficio studi di SACE, la Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. A livello regionale, L’Emilia-Romagna è la prima regione per export con un valore di €13,1 miliardi (+8% nel 2025), seguita da Lombardia (11,8 miliardi, +8%), Veneto (10,5 miliardi, +4,8%) e Piemonte (10,2 miliardi, +8,6%). Crescite a doppia cifra sono state registrate da Sicilia (+11%) e Friuli-Venezia Giulia (+11,6%). Le esportazioni di agroalimentare Made in Italy sono concentrate soprattutto nei mercati vicini: circa il 59% sono dirette verso i Paesi Ue, mentre la restante quota verso l’area extra-Ue. Nel dettaglio, Germania, Francia e Stati Uniti sono le principali destinazioni, accogliendo da sole quasi il 37% delle vendite del settore.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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