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IRAN, COME LA CRISI CAMBIA
L'EXPORT ITALIANO

IRAN, COME LA CRISI CAMBIA <BR> L'EXPORT ITALIANO

La crisi in Medio Oriente sta ridisegnando la geografia dell’energia e dell’export italiano a livello globale. È questo il quadro tracciato da Alessandro Terzulli, capo economista di SACE, intervenuto stamattina al panel “La guerra dell’Energia” nello stand di Confcooperative al Festival dell’Economia di Trento, in Piazza del Duomo, in dialogo con Celestina Dominelli. Anche nell’ipotesi di un ripristino completo del transito sullo Stretto di Hormuz, ha sottolineato Terzulli, flussi energetici, catene di approvvigionamento e ordini avrebbero comunque bisogno di tempo per tornare pienamente a regime. Un segnale che invita le imprese a non attendere passivamente la normalizzazione, ma ad agire fin d’ora su due fronti paralleli. Il primo è il presidio: mantenere il controllo sui mercati e sulle relazioni commerciali già consolidate. Il secondo è l’apertura: ampliare lo sguardo verso nuovi mercati e fonti di diversificazione. “È qui che SACE fa la differenza”, ha detto Terzulli: leggere i rischi, individuare nuove opportunità, scegliere gli strumenti giusti per proteggersi e rafforzare la competitività in uno scenario complesso. L'incontro si è svolto davanti a un pubblico partecipe e coinvolto. Terzulli ha concluso ringraziando Confcooperative per l’invito e Celestina Dominelli per aver condiviso il momento di confronto. (gci)

Nella foto: Alessandro Terzulli (Sara Perego - Archivio Ufficio Stampa PAT)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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