Parlando di pensionamenti nella PA fino al 2034, “nei prossimi sei anni perderemo più o meno un milione di dipendenti che maturano i requisiti per andare in pensione. Il piano di reintegro è già operativo, nel senso che negli anni dal 2023 al 2025 la Pubblica amministrazione ha assunto 641.000 persone. Vi do un numero ancora più aggiornato, gennaio 2026, quindi il primo mese di quest'anno. Nel solo mese di gennaio abbiamo inserito 24.100 persone. Quindi diciamo che il piano di sostituzione della Pubblica amministrazione è assolutamente operativo. Io vivo questa sfida come una sfida sicuramente complessa, ma una grandissima opportunità, perché vivendo nell'epoca dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione, è evidente che la possibilità di avere un ricambio generazionale che ci consente di attrarre giovani nativi digitali è una grande opportunità per la PA. Dobbiamo gestire questo processo con ottimismo. Cioè pensando di valorizzare le persone che oggi lavorano con noi, quindi quelle con più esperienza, e costruire dei piani di mentoring, e quindi di accompagnamento di age management, che consentano di gestire questo ingresso di nuove generazioni nella PA che sarà molto significativo nei prossimi anni”. Così Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, nel suo punto stampa durante il Festival dell’Economia, organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 ORE e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento.
Parlando della fine della legislatura: “Abbiamo fatto tantissime cose come PA in questi quattro anni. Abbiamo ripensato il nostro reclutamento, abbiamo una Pubblica amministrazione che è ritornata a essere attrattiva. Dopo 18 anni siamo riusciti a far invertire la rotta alla curva dei dipendenti pubblici che per 18 anni è stata al ribasso. Nel 2024 è ricominciata a crescere. Stiamo investendo tantissimo nelle nuove tecnologie e nella formazione delle nostre persone. Tra qualche giorno, precisamente nella prima settimana di giugno, si concluderà il percorso del mio disegno di legge sul merito e, quindi, per la prima volta, nella PA si potrà ragionare in modo serio di merito e della possibilità di premiare le persone. Poi c'è un tema di grandissima importanza che non si conclude col PNRR, ma continua, che è quello della semplificazione amministrativa. Abbiamo portato in Europa più di 500 semplificazioni amministrative che abbiamo realizzato con la capacità di dialogare con i nostri utenti. Abbiamo resistito alla tentazione che spesso ci ha contraddistinto nel passato di fare le semplificazioni pensando di avere le soluzioni in tasca e quindi nel chiuso dei nostri uffici. Per quattro anni siamo andati in giro per l'Italia coinvolgendo le amministrazioni territoriali, il sistema impresa, le associazioni di categoria. Questo ci ha consentito di produrre delle semplificazioni che stanno dando i loro risultati. Due settimane fa ho incontrato il presidente di CNA, quindi di una delle organizzazioni più importanti degli artigiani, il quale mi ha detto 'caro Paolo, caro Ministro, una delle cose più belle che abbiamo vissuto in questi anni è la possibilità di dire che 55 ore che prima erano dedicate alla burocrazia sono state eliminate con le semplificazioni che abbiamo realizzato insieme'. Questo significa che il processo procede con grande attenzione e soprattutto con la capacità di fare rete. Finalmente abbiamo una PA che è capace di dialogare con il mondo del privato e questo ci aiuta anche a sfatare quella narrazione che racconta sempre il pubblico da una parte e il privato dall'altra”.
Sulla legge elettorale “ci stiamo ragionando. Stiamo cercando di coinvolgere le opposizioni. Io penso che sia importante provare a coinvolgere le opposizioni e lo dico anche in modo un po' speculativo perché dobbiamo evitare di mettere in bocca alle opposizioni un argomento che è quello che poi è utilizzato anche per il referendum, cioè 'questo governo si sta facendo una legge elettorale a suo uso e consumo, questo governo attacca la democrazia'. Tutte balle. Dobbiamo continuare a insistere per trovare una soluzione condivisa. Io mi auguro che questa opportunità si possa cogliere. Non faccio parte di quel tavolo quindi non sono in grado di dare delle indicazioni precise, ma abbiamo ancora un po' di tempo, effettivamente io spero che si riesca a trovare una soluzione”.
Rispondendo a una domanda sull'eventuale impegno in politica di Marina Berlusconi: “È un'imprenditrice innamorata pazzamente del suo lavoro di editrice. Io la invidio perché è un lavoro straordinario, perché lavorare nel comparto della cultura è una meraviglia. È una persona che evidentemente, come imprenditore e come capo delle aziende editoriali più importanti del Paese, osserva anche le dinamiche della politica. Si chiama Berlusconi e quindi è evidente che vuole molto bene a una delle creature di suo papà. Tiene molto a Forza Italia e ha l'ambizione che Forza Italia continui a giocare un ruolo da protagonista nell'agone politico. È una persona che incontriamo, io personalmente periodicamente la incontro. Devo dire che dai ragionamenti che faccio con lei non mi pare che abbia intenzione di un impegno diretto in politica. Però dobbiamo stare attenti a cosa consideriamo fare politica, perché politica la facciamo tutti e quindi Marina Berlusconi che dialoga con noi e che ci rappresenta il suo modo di vedere le cose, è comunque una persona che sta facendo politica. Poi altra cosa è il partito e le dinamiche del partito, che evidentemente in questo momento non le appartengono perché lei non è dedicata direttamente alla politica. Per cui, dal mio punto di vista, per come la conosco e per quello che ho sentito raccontarle, non mi pare che ci sia l'intenzione da parte sua di scendere in campo”. (gci)





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