Al centro dei dibattiti del quinto e ultimo giorno di Festival dell'Economia di Trento non solo giovani, ma anche welfare, lavoro e denatalità. Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica Sociale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha fatto un confronto con l'attuale situazione in tema di denatalità in Italia con quella in Francia: "Ci sono due motivi che ci portano a pensare che c'è un divario tra il numero di figli desiderato e realizzato che le politiche potrebbero effettivamente colmare. Perché sia ciò che i giovani vorrebbero come numero di figli è analogo a quello che dichiarano, ad esempio, i coetanei francesi, e lì però la fecondità è molto più elevata, è attorno a 1,6 contro 1,14 nel nostro Paese". Prosegue: "Le domande che facciamo ai giovani stessi è: anche in una situazione in cui non hai le condizioni ideali, ma quanti figli pensi di riuscire ad avere? Il valore che si ottiene è 1,6. Il che vuol dire che, appunto, nei giovani la voglia di realizzarsi pienamente, quindi dal punto di vista personale, professionale, ma anche nei progetti di vita, c'è. Però c'è una forte preoccupazione nella realizzazione lavorativa e professionale, e c'è un confronto poi con un contesto di difficoltà di accesso all'abitazione, di salari bassi e di difficoltà anche d'incontro fra esigenze lavorative e tempi familiari, che vede il nostro Paese con politiche più deboli rispetto a quelli con cui ci confrontiamo. Ecco, dobbiamo partire da lì: formazione, accesso alla casa, valorizzazione nel mondo del lavoro e conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Se andiamo in questa direzione, poi le scelte dei giovani arriveranno di conseguenza". (cep)
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