Tra i vari premi nobel presenti durante il Festival dell'Economia di Trento, c'è anche Jan Zbignevič Račinskij, premio Nobel per la Pace nel 2022, storico, programmatore e attivista russo, ospite al quinto giorno di Festival al panel dal titolo "Memoria storica e diritti". Račinskij non si è espresso sulle possibilità di un accordo di pace tra Trump e Putin - potremmo parlare di risultati concreti solo quando ci sarà qualcosa di concreto, ma in pratica ancora non è cambiato nulla -, sulla politica economica russa vista dai russi: "È una domanda alla quale è strano rispondere perché in realtà ci sono diverse opinioni, ma fondamentalmente nei media ufficiali non è possibile criticare Putin, quindi di fatto non esiste una critica al potere quindi non è possibile una risposta reale a questa domanda e neanche a me è quindi possibile rispondere". Nonché sulle concrete possibilità di ingresso dell'Ucraina sotto l'ombrello UE: “Io non sono un cittadino né dell’Unione Europea né dell’Ucraina, per questo la mia opinione è relativa, però mi sembra evidente che l’Ucraina da molto tempo ha deciso di dirigersi verso un contesto europeo. Ci sono forze all’interno dell’Ucraina che lavorano per questo e questo è stato uno dei motivi che ha portato all’inizio della guerra nel 2014. Io credo che ci saranno le basi per continuare questo. Ci sono delle trattative che evidentemente porteranno a questo risultato. Per quanto riguarda i tempi però dipenderà unicamente da Unione Europea e Ucraina”. Una riflessione anche sull'attuale società russa, troppo segnata dai rivolgimenti sociali seguiti al crollo del comunismo per essere in grado di reagire alle dittature: "Quello che ho provato a dire più di una volta è che la società russa che è stata distrutta in una maniera molto più intensa rispetto ad esempio alle società dell’Europa orientale o dei paesi Baltici, questo ha fatto sì che di fatto i risultati, la ricostruzione della società è stato doppiamente difficile in Russia piuttosto che negli altri paesi una volta che è crollato il comunismo. Per fare un esempio molto semplice, in Russia non esiste la possibilità di auto-organizzarsi, e se la società non riesce ad organizzarsi, non può opporsi in nessun modo concretamente a nessun potere e a nessuna dittatura". (Cep)
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