Non indebolire la tutela dei migranti che arrivano in Italia e non rassegnarsi alla perdita di tanti giovani che ogni anno decidono di lasciare definitivamente il nostro Paese. Mons. Perego – dal 2021 al 2026 alla guida della Fondazione Migrantes - indica le sfide che la Chiesa ha davanti: “Tutela della dignità dei migranti, giustizia e solidarietà, un nuovo umanesimo - per citare l’enciclica ‘Magnifica humanitas’ - coniugando i quattro verbi consegnati da Papa Francesco e ripetute da Papa Leone nell’enciclica ‘Dilexit te’ è il primo impegno della Chiesa oggi. Accogliere i migranti senza coniugare gli altri verbi - come alcune politiche sembrano ambiguamente segnalare - significa limitare i diritti, non valorizzare le competenze, non far crescere i nuovi cittadini. Sia gli immigrati in Italia che gli emigranti italiani in Europa e nel mondo rischiano una mancanza di tutela e di promozione, di essere considerati cittadini di serie B”, afferma a 9colonne Mons. Perego, che negli ultimi cinque anni è stato anche Presidente della Commissione per le Migrazioni della CEI. “Commissione episcopale migrazioni e Migrantes camminano insieme – prosegue Perego -. E insieme in questi anni abbiamo ‘accompagnato’ - per usare un termine di Papa Leone - i migranti, gli emigranti, i richiedenti asilo e i rifugiati: le persone in mobilità. I migranti sono cresciuti in questi anni superando la soglia di 300 milioni, di cui 120 milioni richiedenti asilo e rifugiati; come pure sono cresciuti gli emigranti italiani, che hanno superato il numero degli immigrati in Italia: segno di una perdita di attrazione del nostro Paese”.
“La sfida aperta è non indebolire la tutela dei migranti e delle loro famiglie e riconoscere, superando letture ideologiche, l’importanza dei migranti per rigenerare il Paese e l’Europa, contro derive legate alla ‘remigrazione’ che stanno segnando la cultura e la politica. Ignorare la realtà e le fatiche dell’Occidente che da solo, basta leggere i dati, è in decrescita e non investire nella ‘cultura dell’incontro’ e in politiche d’inclusione significa rassegnarsi alla ‘morte dell’Occidente’”. Secondo Mons. Perego “anche l’emigrazione ha davanti almeno una sfida. Da una parte non rassegnarsi alla perdita di una parte di giovani che emigrano e dall’altra riorganizzare una presenza italiana all’estero, soprattutto in Europa - dove vanno il 70% degli emigranti italiani - guardando a una nuova cittadinanza europea, facilitando e accompagnando i ritorni - oggi penalizzati dal taglio dei fondi - favorendo lo scambio e l’arrivo degli universitari di altri Parsi - oggi siamo tra gli ultimi in Europa. In altre parole, le scelte nazionaliste e populiste, l’indebolimento della solidarietà europea penalizzano gravemente gli emigranti”. (Sip - 28 mag)
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