Roma, 28 mag - "Ho iniziato il mio intervento alla Camera partendo dal bellissimo film di Marco Bellocchio del 1972, 'Sbatti il mostro in prima pagina', con un grandissimo Gian Maria Volonté. Da lì purtroppo la situazione è addirittura peggiorata". Lo ha detto Simonetta Matone, deputata della Lega ed ex magistrato, dopo il via libera della Camera alla proposta di legge sulla pubblicazione delle sentenze di assoluzione e dei provvedimenti di proscioglimento. Secondo Matone, "l'enfatizzazione di 'sbatti il mostro in prima pagina' è passata attraverso Tangentopoli, che è stata l'emblema di questa deriva". La deputata ha ricordato i numeri delle inchieste di Mani Pulite: "1445 condanne, 800 assoluzioni, 445 archiviazioni per prescrizione e concessione di amnistia, ma anche 41 suicidi". E ha puntato il dito contro il ruolo dei media: "I giornalisti hanno una responsabilità enorme nella demonizzazione delle persone coinvolte nei procedimenti penali. C'è grandissima enfasi su arresti, misure cautelari e indagini, poi quando il soggetto viene assolto tutti se ne dimenticano".Matone ha rivendicato il contenuto della proposta di legge, firmata insieme al forzista Enrico Costa: "Esistono già la rettifica, il diritto all'oblio e la deindicizzazione prevista dalla riforma Cartabia, ma mancava un obbligo giuridico di pubblicare le sentenze di assoluzione o i provvedimenti favorevoli. Questa legge colma quel vuoto". La parlamentare leghista ha definito il provvedimento "una battaglia fieramente garantista", rivendicando anche una posizione "non perfettamente coincidente con le politiche del centrodestra".
L'ex magistrato ha poi criticato alcune posizioni emerse durante il dibattito parlamentare: "Ho sentito dire da esponenti del Movimento 5 Stelle che la prescrizione sarebbe comunque un'affermazione di colpevolezza. Da ex magistrato e da modesta giurista mi fa non dico rabbrividire, ma addirittura svenire".Matone ha infine parlato della "saldatura tra alcuni uffici di procura e certa stampa di regime, i cosiddetti giornaloni, che cavalcano l'onda mediatica", citando anche il caso di Alberto Stasi: "Nella vicenda di Garlasco è stata operata una demonizzazione terrificante di Alberto Stasi. Se un giorno si arriverà a una revisione del processo, oltre agli anni di carcere chi gli restituirà l'onore e l'immagine?”
(PO / Sis)
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