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EURISPES: IN AUMENTO
LE RINUNCE ALLE CURE

EURISPES: IN AUMENTO<br>LE RINUNCE ALLE CURE

Per far fronte alle difficoltà economiche si rinviano anche acquisti considerati necessari (60,2%), si tagliano le uscite fuori casa (54%) e i viaggi (52%). I servizi in nero – aiuto domestico, ripetizioni, giardinaggio – vengono pagati in nero nel 38% dei casi. Aumenta il numero di chi rinuncia ai controlli medici periodici e alle cure odontoiatriche. La metà degli italiani rateizza gli acquisti attraverso piattaforme digitali a tasso zero. La famiglia d'origine resta un porto sicuro: il 29% vi si rivolge per un aiuto economico e il 9,6% vi torna a vivere in caso di difficoltà. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2026, appuntamento annuale dell'Eurispes giunto alla trentottesima edizione, presentato oggi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Per contenere le spese vengono rinviati anche acquisti considerati necessari (60,2%), si riducono le uscite fuori casa (54,1%), i viaggi e le vacanze (52,1%), si spende meno per la cura della persona (43,5%), l'aiuto domestico (42,6%) e i lavori di ristrutturazione (39,6%). Quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto ricorso al pagamento in nero di alcuni servizi. Il ricorso alla rateizzazione (41%) si inserisce nello stesso quadro, con l'utilizzo di strumenti di dilazione per sostenere spese altrimenti difficilmente gestibili. Le rinunce più difficili riguardano le cure per la salute: crescono i tagli ai controlli medici periodici (34,6%, dal 27,2% del 2025) e alle cure odontoiatriche (32,1%, dal 28,2% del 2025). Seguono le visite specialistiche (23,4%), le spese veterinarie (20,4%), le terapie o gli interventi medici (19,8%) e l'acquisto di medicinali (15,7%). Anche i tagli su trattamenti estetici segnano un aumento significativo, dal 26,4% all'attuale 34,9%. Le piattaforme digitali per la rateizzazione a tasso zero vengono utilizzate nel 51,3% dei casi, in calo rispetto al 65,3% del 2025. Nelle difficoltà ci si rivolge soprattutto alla famiglia d'origine (29,1%), ad amici, colleghi o altri parenti (14,6%) o a privati al di fuori di circuiti bancari (10,6%). Alcuni saldano in ritardo bollette e utenze (23,3%) e le tasse (18,8%). In un caso su dieci le difficoltà costringono a tornare nella casa della famiglia d'origine o dei suoceri (9,6%), a vendere o perdere beni importanti (11,4%), a contrarre debiti che non si riesce poi a ripagare (9,3%) o ad affittare una stanza o un immobile di proprietà (9,6%). (28 MAG - lug)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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