Roma, 28 mag - “Ho voluto fortemente presentare questo progetto ambizioso, che parte da uno dei conservatori più importanti d'Italia. Conservatorio che fra l'altro è del mio territorio, quindi c'è una punta di orgoglio in più”. Così Tilde Minasi, senatrice calabrese della Lega, che a Palazzo Madama ha promosso un convegno dedicato al progetto “Italiano lingua internazionale dell’arte: eredità per un hub internazionale della musica”, finanziato con le risorse del Pnrr e promosso dal Conservatorio di musica statale “Saverio Arlia” di Catanzaro, intitolato al maestro scomparso nel 2023. “Sappiamo – aggiunge la parlamentare - che il progetto parte dalla consapevolezza che l'italiano è da secoli la lingua universale della musica, dell'arte, dell'opera e quindi il progetto ha l'obiettivo appunto di codificare la lingua italiana come lingua universale della musica nel mondo. Sappiamo che l'Italia nei secoli ha costruito un patrimonio culturale che ancora oggi è punto di riferimento assoluto nel mondo, quindi credo che la lingua italiana è e debba restare la lingua universale dell'arte in generale”. Valentina Correnti, direttrice generale del Conservatorio, spiega: “Questo evento segna la chiusura del progetto, ma con chiusura non si intende che oggi concluderemo qui il lavoro che abbiamo iniziato, un lavoro che dura da due anni, che stiamo facendo e continueremo a fare. Questo è quello che più mi importa comunicare oggi con numeri, dati, concretezza, perché quello che tengo a precisare è che il finanziamento di quasi 3 milioni di euro che abbiamo avuto dai fondi Pnrr non è stato un regalo, ma è stato frutto di lavoro sul campo e di visione strategica. Oggi ne raccogliamo i frutti: il Conservatorio è pronto a far diventare la Calabria capitale della lingua e dell'arte”. Filippo Arlia, pianista e direttore d’orchestra, è figlio del maestro Saverio Arlia: “E’ una grande emozione leggere il nome di papà in questo luogo così carico di storia, così carico di istituzionalità, di prestigio, per parlare di un progetto scaturito dal Pnrr: comincia tutto nel 2024, siamo quindi alla seconda annualità di un progetto di internazionalizzazione che per il mondo dell'arte e della musica in generale penso sia di grande prestigio, perché il nostro mestiere è proprio portare la musica al pubblico, quindi farlo in campo internazionale è sempre molto più bello, molto più interessante, conoscendo varie tipologie di popoli e di culture. Alla fine è la musica che cos'è se non un'aggregazione? E grazie a questo progetto siamo riusciti ad avere grande pubblico negli Stati Uniti, in Sud America, in Africa, nei Paesi arabi e ultimamente anche in Cina. Quindi siamo molto soddisfatti”. (BIG ITALY / ROC)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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