Roma, 4 giu - "È del tutto incomprensibile questa accelerazione sul nucleare, c’era tutto il tempo per consentirci anche di intervenire e migliorare un testo che noi contestiamo". Così Francesca Ghirra criticato il disegno di legge delega sul nucleare di nuova generazione, contestando la scelta della maggioranza di imprimere una accelerazione al provvedimento e accusando il governo di portare avanti "un vero e proprio imbroglio". Secondo la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra il nodo centrale riguarda la natura stessa del progetto nucleare evocato dal governo. "Il nucleare di cui parlano non esiste. Per realizzarlo ci vorranno 15-20 anni, non sono stati in grado di quantificare i costi e comunque parliamo ancora di nucleare da fissione", ha detto, ricordando come questa tecnologia sia stata "bocciata dagli italiani con ben due referendum". Ieri Avs ha presentato una questione di costituzionalità sul provvedimento, auspicando un intervento della Consulta perché, a suo giudizio, il ddl "disattende la volontà popolare". Il tema del nucleare si lega inevitabilmente in questi giorni alla discussione europea sulla flessibilità fiscale per gli investimenti energetici, dopo l’apertura della Commissione Ue a un possibile utilizzo delle clausole già previste per la difesa anche sul fronte della sicurezza energetica. "Ma questi sono soldi che vanno spesi per investimenti strutturali e per le rinnovabili", afferma Ghirra, per la quale l’esecutivo starebbe ostacolando lo sviluppo delle fonti rinnovabili "mettendo mille paletti" e intervenendo anche su comparti come quello delle biomasse. "Noi continuiamo a ribadire che il nucleare non è la soluzione", ha dichiarato, sostenendo che l’Italia rischierebbe di creare "nuove dipendenze", non disponendo di giacimenti di uranio. "Dipenderemo dalla Russia di Putin di fatto, mentre sfruttando il sole e il vento che abbiamo in casa e sviluppando i sistemi di accumulo potremmo finalmente essere autonomi e abbattere davvero il costo delle bollette. Questa è solo una presa in giro", ha aggiunto. Nel corso del punto stampa, Ghirra ha anche criticato il rigetto di un emendamento di AVS che chiedeva di escludere esplicitamente qualsiasi utilizzo del nucleare a fini militari. "Ieri il ministro Pichetto Fratin ha mostrato una iniziale apertura che poi si è rivelata un bluff, perché ritiene che non si possa escludere l’utilizzo del nucleare per i sistemi di difesa", ha spiegato. Una posizione che, secondo la deputata, "preoccupa molto", anche alla luce dell’articolo 11 della Costituzione. Ghirra ha infine allargato il ragionamento al tema dell’industria bellica, citando il caso della Rwm in Sardegna, "che produce armi in una joint venture con Israele". "Noi siamo fortemente contrari, perché questo non è un modo per riportare la pace nel Medio Oriente, ma in tutto il mondo", ha concluso.
(PO / Sis)
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