“Non è che si è vinto un derby, ma posso essere soddisfatto di aver lavorato seriamente e silenziosamente e di aver girato mezza Europa per portare questo risultato a favore delle famiglie e delle imprese italiane? Sì, sono soddisfatto. È finita? No. Lei mi dice ‘fate in fretta’; io ho detto ‘con calma’ non perché vorrei prendermi del tempo, ma semplicemente perché questo è l'annuncio della Commissione. Poi deve essere approvato dal Consiglio europeo e ci sono altri passaggi da fare. Quello che ho detto e che ho ribadito è che dovremo usare saggiamente queste disponibilità e valutare nel modo migliore possibile le imprese che più soffrono questo shock, nonché le famiglie più vulnerabili”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time a Palazzo Madama a una interrogazione del senatore Pd Antonio Misiani, che in merito al via libera arrivato ieri dall’Europa alla flessibilità sull’energia aveva detto: “Leggere alcuni titoli di giornale di oggi secondo cui sembra che abbiamo vinto il derby Italia contro l'Europa fa un po' sorridere”. Inoltre, durante il question time, il ministro assicura che sarà necessario un passaggio parlamentare: il ricorso alla clausola di salvaguardia “non sarà fatto chiaramente nel chiuso delle stanze di un ministero del governo. La richiesta di una clausola di esclusione dal patto imporrà evidentemente anche un confronto con il Parlamento. Io spero che quando verrà e quindi quando sarà effettiva la decisione annunciata dall'Unione europea, questo confronto in Parlamento sarà fatto e sarà ispirato dalle migliori intenzioni, prassi e intelligenze che con serietà si metteranno a lavorare su questo dossier”. Secondo Giorgetti, “se orientate verso investimenti e spesa produttiva, innovativa e strategica, tali misure, oltre a sostenere la domanda aggregata attraverso effetti moltiplicativi, potrebbero contribuire a rafforzare il prodotto potenziale, fungendo da leva per una crescita più sostenuta nel medio periodo È inoltre mia intenzione approfondire anche tematiche come i fattori rilevanti nei prossimi incontri a livello europeo. Quanto rappresentato costituisce risultato importante, atteso l’elevato livello di incertezza che interessa sia l’entità e la durata dello shock energetico in atto, sia soprattutto l’entità e la durata dei suoi effetti economici che a giudizio di chi vi parla non si sono ancora interamente manifestati”. “E’ chiaro – è la riflessione del responsabile del dicastero di Via XX settembre - che questa crisi impone qualcosa a tutti noi, prima di tutto all'Italia, che si è presa la responsabilità di porre un tema che altri Paesi, pur condividendolo, non osavano porre, perché non volevano mettere a rischio la reputazione del Paese. La realtà è questa e noi l'abbiamo in qualche modo portata in Europa. Sono contento che l'approccio da parte della dell'Unione europea, in questo caso della Commissione, non sia stato meramente burocratico”. “Dove prenderemo i soldi? È chiaro che, come è chiara la definizione stessa della clausola di deroga, questo significa in qualche modo aumentare i livelli di deficit – sottolinea il ministro - Noi siamo uno tra i pochi Paesi, come confermato dalla raccomandazione di ieri dell'Unione europea, che ha rispettato e che sta più che rispettando il sentiero di spesa nel 2026. Questo ci offre, paradossalmente, un'ulteriore possibilità per venire incontro ai problemi di famiglie ed imprese”. (Roc)
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