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LAVORO, CALDERONE:
L’IA NON FARA’ DISASTRI

LAVORO, CALDERONE: <br> L’IA NON FARA’ DISASTRI

"Io non penso che l'intelligenza artificiale porterà un disastro in termini di perdita di posti di lavoro; certamente comporterà — e comporta già oggi — la necessità di guardare con estrema attenzione a quelle che sono le grandi transizioni in corso: le grandi sfide sul fronte digitale, ma anche sul fronte ecologico, sul fronte della riconversione di interi settori produttivi, per effetto di quelle che sono crisi sistemiche. E a quel punto la tecnologia può essere d'aiuto per comprendere in che modo riusciamo a mettere a sistema tutta una serie di situazioni". Queste le parole di Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, intervenuta ieri alla prima delle due giornate della settima edizione del Phygital Sustainability Expo, gli Stati Generali Europei sulla Cultura della Sostenibilità, in corso ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali di Roma. "Questo è un paese che invecchia, invecchia rapidamente: si vive bene, si vive a lungo, però ha un problema notevole in termini di saldo tra attivi e pensionati e, soprattutto, di attrazione delle nuove forze lavorative nel mercato del lavoro — dalla condizione di inattività alla condizione lavorativa. Questo è un tema che ci porta a dire che noi non abbiamo un problema di sostituzione: in questo momento ci possiamo permettere di mantenere al lavoro cinque generazioni diverse; quindi, non hai un problema di sostituzione, hai un problema — anzi un'opportunità — nel gestire i processi di formazione e di riconversione delle competenze", prosegue la ministra.

"Allora, se devo dire cosa succederà e cosa sta succedendo: i mestieri tradizionali, quelli che siamo abituati a conoscere perché sono frutto anche della tradizione lavorativa italiana, subiranno delle modificazioni, ma solo modificazioni contenute, in cui l'intelligenza artificiale avrà, secondo me, un effetto positivo in termini di maggiori sicurezze da spendere nel presidiare la salute dei lavoratori", ha sottolineato la ministra. Secondo Calderone: "un utilizzo sapiente della tecnologia a favore del lavoro e dei lavoratori vuol dire anche che, in un'ottica di riconversione delle professionalità, riusciremo a gestire i processi produttivi più pericolosi e più dannosi attraverso l'utilizzo delle macchine, e a riconvertire — cioè a formare — i lavoratori per mansioni più qualificate. E poi c'è tutto quello che, nel campo di una società fortemente spostata sul terziario, può in qualche modo interessare tutte le professioni terziarie: è una grande sfida. Però io credo che il punto di caduta di tutto sia il fatto che l'impiego della tecnologia avviene tenendo come punto di riferimento uno sviluppo umano-centrico dell'intelligenza artificiale. Noi siamo il primo paese in Europa ad esserci dotati di una legge sull'intelligenza artificiale. Abbiamo attuato il regolamento europeo, anche perché in questo ci vuole una visione che non sia soltanto nazionale, ma che tenga conto di tutte le dinamiche di un mercato del lavoro che diventa sempre più transnazionale: i giovani vanno all'estero, lavorano, trovano opportunità lavorative, ma devono poi poter rientrare e trovare la possibilità di esprimere il loro talento nel nostro paese. Su questo che lavoriamo", ha concluso. (5 GIU - lug)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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