Roma, 5 giu – “Che cosa preparo? Il poulet à la bière, il pollo alla birra. Mi viene bene. E poi molte verdure, perché ho tanti nipoti vegetariani... Sono felice. Non vedevo l’ora che arrivasse questo giorno!”. Lo afferma, in una intervista a La Nazione, Stefania Sandrelli nel giorno del suo 80mo compleanno. “Una amica mi ha detto: Stefania, ma come fai a essere così contenta di avere ottant’anni? Ma io sono non felice, felicissima. Felice di avere la mia età. Non voglio essere più giovane, non voglio essere diversa. Voglio essere così come sono”, “non mi fa paura invecchiare, non ho paura delle malattie, non mi fa paura la morte. Mi piacerebbe solo vedere un mondo meno disumano. Per forza le persone non fanno figli, che mondo vuoi dare loro? Non mi voglio rinchiudere in me stessa. Ho una bella casa, una bella famiglia, non sono miliardaria ma ne sono molto felice: mi sono salvata dal diavolo. Il lavoro? Farò qualche spettacolo a teatro, qualche cosa mi inventerò. Con le mani in mano non ci so stare. Ho ancora l’argento vivo addosso. Non ho mai pensato di essere la più brava. Ho fatto quello che ho potuto, meglio che ho potuto. Sono una persona semplice: inseguo l’umiltà”. E sulla scomparsa di Gino Paoli afferma che “è stato un colpo terribile, una botta durissima. Certo, sapevo che prima o poi sarebbe accaduto: ma non me lo aspettavo, non me lo immaginavo, mi sembrava impossibile. Per il suo ultimo compleanno gli avevo scritto un messaggio con due righe, parole che non dimenticherò. E che, naturalmente, resteranno un segreto fra lui e me. Ogni tanto, anche adesso, nel mezzo della notte vado nella stanza del mio compagno Giovanni Soldati – dormiamo in stanze separate. Mi metto vicino a lui, e comincio a piangere. Lui sa perché”, “gli uomini della mia vita li ho amati da morire, e quello per me è tutto ciò che conta”. L'attrice ricorda Ettore Scola che “non era solo un grande regista, ma una persona profondamente umana. Mi ha dato, ne La famiglia, uno dei ruoli più belli: Beatrice, il grande amore del personaggio interpretato da Vittorio Gassman. La donna che lui ama per tutta la vita, l’amore possibile e impossibile insieme. Una donna non idealizzata, eppure struggente”. Ed anche Ugo Tognazzi: “In quella scena di Io la conoscevo bene, quando interpreta Baggini, un attore sul viale del tramonto che vive di ricordi, Ugo è tutto: comico, malinconico, patetico. Io gli avrei dato l’Oscar, per quel personaggio lì. Da rimanere senza fiato. Tognazzi sapeva dire anche quello che il copione non diceva”. E conclude affermando che “non vedo l’ora di venire a Viareggio e fare tutta la Passeggiata in bici. Non ci riesco mai, per impegni o altro: voglio proprio vedere se so ancora andare in bicicletta!”. (5 giu - red)
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