Un confronto all'insegna della «ripresa di un dialogo reciproco e fattivo» è stato quello tra il presidente dell'Associazione italiana giovani avvocati Luigi Bartolomeo Terzo ed il presidente dell'Anm Giuseppe Tango. La cornice, le celebrazioni dei 60 anni di Aiga all'Auditorium Antonianum a Roma, dove il leader dei giovani avvocati e quello del sindacato delle toghe hanno riconosciuto la necessità di «voltare pagina dopo una stagione referendaria dove il dialogo è mancato». Magistrati e avvocati «condividono gli stessi valori di fondo ed hanno combattuto assieme molte battaglie - ha sottolineato Tango - dalla verità sulle stragi ai diritti dei detenuti. Quello che è accaduto nella stagione referendaria ha un po’ appannato questo scopo comune - ha aggiunto - ma di fronte ad un disegno di legge costituzionale parte dell'avvocatura e l'intera magistratura si sono ritrovati su fronti opposti». Ora «occorre voltare pagina guardando ai veri problemi della giustizia, mettendoci in una posizione di reciproco ascolto. Ci sono 12 milioni di persone che hanno espresso disagio verso il funzionamento della giustizia e sarebbe un errore non ascoltarli», ha concluso. Il presidente di Aiga ha accolto con favore le parole del leader di Anm: la separazione delle carriere, ha sottolineato Terzo, era una «nostra battaglia storica, già nel '94 c'era un primo manifesto al riguardo. Ma noi giovani avvocati ci siamo limitati agli aspetti tecnici senza alzare i toni, facendo arrivare ai cittadini la nostra voce. Oggi facciamo un primo passo - ha concluso - per risolvere insieme i problemi che attanagliano i cittadini. Riprendiamo il dialogo ponendo le basi per un confronto. Per una riforma partecipata occorre avere ora una visione lungimirante».
(© 9Colonne - citare la fonte)




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