Alle Giornate della Cultura Italiana di Brema il pubblico ha avuto l'opportunità di riscoprire uno dei personaggi più celebri e amati della letteratura italiana attraverso lo spettacolo teatrale Pinocchio, interpretato dalla cuntista e narratrice Antonella Simonetti. Lontano dall'essere soltanto una fiaba per bambini, il Pinocchio proposto da Simonetti si presenta come una riflessione universale sulla crescita, sull'identità e sul continuo processo di trasformazione che accompagna ogni essere umano. Un'interpretazione che dialoga con il presente e che restituisce nuova attualità al capolavoro di Carlo Collodi, a oltre centocinquant'anni dalla sua pubblicazione. Intervistata da 9Colonne a margine dello spettacolo, Simonetti ha sottolineato la straordinaria attualità della storia del celebre burattino: “E’ una storia eterna. Parla di come la vita ci forma. Parla delle vicissitudini che ognuno di noi incontra nel percorso della propria esistenza, nel cercare di imparare ciò che ci rende felici”. “Chiaramente – ha continuato l’attrice - non possiamo imparare tutto, ma credo che ognuno di noi abbia anche un grillo dentro di sé che in qualche modo ci protegge e ci mostra la strada giusta.” Nel corso degli anni Pinocchio è diventato per milioni di lettori stranieri una delle principali porte d'accesso alla cultura italiana. Un aspetto che Simonetti sente di portare avanti con particolare responsabilità. “La sento moltissimo”, ha spiegato riferendosi al compito di reinterpretare un personaggio così simbolico. “Pinocchio ha molte chiavi di lettura. È stato scritto poco dopo l'Unità d'Italia e quindi è stato interpretato in un certo modo in quel periodo. Oggi, secondo me, è necessario reinterpretarlo alla luce del mondo in cui stiamo vivendo e dei fatti che ci stanno formando.” Da qui nasce la scelta di proporre una lettura contemporanea del testo. “L'ho reinterpretato in chiave moderna perché è importante farlo”, ha sottolineato la narratrice, convinta che i grandi classici continuino a vivere proprio grazie alla loro capacità di dialogare con epoche e sensibilità differenti. L'inserimento dello spettacolo nel programma delle Giornate della Cultura Italiana non è stato casuale. Per Simonetti, infatti, iniziative di questo tipo svolgono una funzione fondamentale nel favorire la conoscenza reciproca tra culture diverse. “Sono molto importanti perché la cultura è qualcosa che apre porte”, ha osservato. “Sono giorni che servono da ponte per avvicinare la cultura tedesca alla cultura italiana e per dare la possibilità a chi è interessato di sbirciare dentro la nostra magnifica cultura.”
(PO BIG ITALY Tma)





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