Un devastante terremoto di magnitudo 7.8 ha sconvolto le Filippine meridionali nelle prime ore di oggi, provocando una vera e propria catastrofe nell'isola di Mindanao. Il bilancio provvisorio delle vittime è salito in una manciata di minuti a diciannove morti, secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal National Disaster Risk Reduction and Management Council e ampiamente ripreso dai principali network radiotelevisivi e cartacei del Paese. Il dramma si è consumato in un momento di estrema vulnerabilità per la popolazione, coincidendo tragicamente con il primo giorno del nuovo calendario scolastico nazionale.
Secondo i dati ufficiali forniti in tempo reale dal Philippine Institute of Volcanology and Seismology, la violentissima scossa si è verificata alle 07:37 del mattino (ora locale), con un epicentro localizzato in mare a circa 32 chilometri a ovest del comune di Maasim, nella provincia di Sarangani. I sismologi locali hanno spiegato che il movimento tellurico ha avuto origine a una profondità di 33 chilometri lungo la Fossa di Cotabato, configurandosi come il terremoto più potente registrato nell'arcipelago dall'inizio dell'anno. L'intensità del sisma ha spinto le autorità a emettere un'immediata allerta tsunami d'emergenza per le aree costiere di Sarangani, Davao Occidental, Sulu e South Cotabato. Onde anomale alte fino a un metro hanno effettivamente investito i litorali meridionali, costringendo migliaia di residenti a una fuga precipitosa verso le zone collinari, prima che l'allarme rientrasse definitivamente dopo circa cinque ore di pura angoscia.
Il cuore dell'emergenza si concentra a General Santos City, un nevralgico hub commerciale che conta oltre 700.000 abitanti. Le immagini trasmesse dalle emittenti filippine descrivono scene di panico generalizzato nelle strade, con crolli strutturali che hanno interessato diversi edifici pubblici e privati. Tra le strutture parzialmente collassate figurano una frequentata filiale della catena di fast-food Jollibee e persino la sede provinciale della stazione radiofonica DZRH News, i cui giornalisti sono stati costretti a interrompere le trasmissioni e fuggire all'esterno durante la diretta. Nella sola regione del Soccsksargen si contano già almeno 129 feriti, molti dei quali versano in gravi condizioni negli ospedali cittadini, anch'essi messi a dura prova dall'emergenza energetica. Le infrastrutture della zona hanno subito danni pesantissimi: un ponte strategico per l'accesso a General Santos ha riportato profonde lesioni, mentre l'aeroporto internazionale della città è stato chiuso d'urgenza, provocando la cancellazione immediata di numerosi voli domestici.
A rendere ancora più straziante il quadro della situazione è il coinvolgimento di migliaia di bambini e adolescenti. La scossa ha infatti sorpreso gli studenti proprio mentre si trovavano nei cortili delle scuole per la tradizionale cerimonia dell'alzabandiera che inaugura l'anno scolastico 2026-2027. I resoconti della protezione civile locale descrivono scene di calca e terrore negli istituti, dove moltissimi alunni sono rimasti feriti nella foga di abbandonare le aule o hanno perso i sensi a causa del forte shock traumatico. Il Dipartimento dell'Educazione ha immediatamente disposto la sospensione totale delle lezioni in tutte le province colpite dal sisma.
In un messaggio alla nazione diffuso dai media statali, il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha assicurato che l'intera macchina dei soccorsi governativa è stata mobilitata e che nessun cittadino di Mindanao sarà lasciato solo in questa emergenza. Nel frattempo, l'allerta resta massima in tutto il sud del Paese: gli scienziati del PHIVOLCS hanno avvertito la popolazione che il forte sciame sismico e le scosse di assestamento continueranno a manifestarsi con intensità nelle prossime settimane, mantenendo l'intera regione in uno stato di costante e drammatica precarietà. (8 GIU - deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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