Tra gli appuntamenti più originali delle Giornate della Cultura Italiana di Brema, il 5 giugno Villa Ichon ha ospitato l'incontro Le parole del centenario Treccani, un viaggio attraverso la storia e la società italiana a partire dalle parole che ne hanno accompagnato l'evoluzione. Nel 2025 l'Enciclopedia Treccani ha celebrato i suoi cento anni di attività selezionando cento parole simboliche, una per ciascun anno della propria storia. L'obiettivo del progetto era mostrare come la lingua e le voci enciclopediche abbiano registrato e raccontato i cambiamenti politici, sociali e culturali dell'Italia nel corso di un secolo. A guidare il pubblico in questo percorso sono stati Antonella Lavagno, docente di lingua italiana presso lo Sprachzentrum (il centro linguistico) dell’Università di Brema, e Florian Wichert, dottorando all'Università di Brema. Durante l'incontro i due relatori hanno scelto di soffermarsi su quattro parole particolarmente significative: Repubblica, alfabetizzazione, canzone e berlusconismo, utilizzandole come chiavi di lettura per comprendere alcuni passaggi fondamentali della storia italiana contemporanea. Intervistati da 9Colonne, Lavagno e Wichert hanno riflettuto sul valore di queste parole e sul loro significato per il presente. Alla domanda su quale termine descriva meglio l'Italia di oggi, Lavagno ha indicato senza esitazione la parola Repubblica: “Abbiamo celebrato da poco gli ottant'anni della Repubblica italiana - ha ricordato – è una parola fondamentale della nostra storia”. Accanto a essa, ha osservato, anche termini come “berlusconismo” aiutano a identificare momenti cruciali della vita politica e sociale del Paese. Secondo Wichert, tutte le parole analizzate durante l'incontro continuano a parlare dell'Italia contemporanea perché rappresentano processi storici che hanno lasciato un segno profondo nella società. “Anche l'alfabetizzazione, di cui ci siamo occupati in questo incontro, ha molto a che fare con la rappresentazione dell'Italia di oggi e con i cambiamenti che il Paese ha vissuto nel corso del Novecento”, ha osservato. La docente ha inoltre spiegato come l'interesse per la cultura italiana in Germania continui a essere molto vivo e diversificato: “Gli aspetti che interessano maggiormente gli studenti dipendono naturalmente dalle passioni personali. Sicuramente la musica e la letteratura continuano ad attirare molta attenzione, ma negli ultimi anni anche la cucina è diventata un elemento importante”. Un interesse che trova spiegazione anche nel forte legame tra i tedeschi e l'Italia: “L'Italia continua a essere una delle principali destinazioni di vacanza per i tedeschi e proprio per questo è importante conoscere qualcosa della sua cultura e della sua storia”. Per Florian Wichert, che si occupa di studi europei e interculturali, il fascino della cultura italiana nasce anche dalla sua vicinanza alla realtà tedesca: “Siamo cresciuti con determinate immagini dell'Italia e sentiamo il bisogno di comprenderle meglio. Ci interessa conoscere più a fondo una cultura che, in realtà, è molto vicina alla nostra.” Secondo il giovane studioso, proprio le parole selezionate dalla Treccani mostrano quanto le esperienze storiche italiane e tedesche siano spesso intrecciate. “Molti dei processi culturali di cui abbiamo parlato sono avvenuti anche in Germania. Pensiamo, ad esempio, alla mediatizzazione della società. Attraverso queste parole possiamo capire quanto le nostre culture siano vicine”. Lavagno ha infine posto l'accento sul rapporto tra lingua, memoria e identità collettiva, uno dei temi centrali dell'incontro: “Viviamo dei momenti storici, facciamo esperienze insieme agli altri e diamo loro un nome - ha spiegato - questo contribuisce a formare la nostra identità, che sia italiana o tedesca. Ed è proprio questo che la Treccani riesce a registrare così bene”.
(BIG ITALY Tma)





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