di Paolo Pagliaro
Se si tornasse a votare per le Politiche – in una classifica per il resto stabile da mesi - Futuro Nazionale, il partito creato dal generale Vannacci, oggi otterrebbe il 4,5%. E rastrellerebbe consensi soprattutto tra gli uomini e tra le nuove generazioni, raggiungendo il 6,5% tra chi ha meno di 40 anni, ma perdendo peso tra le donne e tra gli over 64. Secondo le stime di Demopolis, con un voto certo del 3%, Futuro Nazionale può contare su un bacino potenziale dell’8%: tanti sono gli elettori che non escludono di poterlo votare alle Politiche.
Il 4,5% di Futuro Nazionale vale oltre 1 milione e 300 mila voti: l’1,7% sarebbe sottratto alla Lega di Salvini, l’1,2% verrebbe dal partito della Premier Meloni il restante 1,5%, circa 400 mila voti, verrebbe dagli ex astenuti. La crescita di Vannacci ha un riflesso significativo sul peso delle 2 principali coalizioni.
Se si votasse oggi, secondo i dati dell’Istituto diretto da Pietro Vento il Campo Largo progressista otterrebbe il 45,6% con un vantaggio di circa 1 punto sui partiti di Centro Destra della maggioranza di Governo. In attesa della nuova legge elettorale, non sarà irrilevante il posizionamento di due forze politiche, come quelle di Vannacci e Calenda, che non hanno ancora compiuto una scelta sulla propria collocazione.
Anche al nuovo venuto verranno comunque richieste risposte convincenti ai problemi che oggi più interessano gli italiani: l’incremento delle bollette dell’energia e del gas, il costo crescente dei carburanti e l’aumento ormai evidente dei costi della spesa alimentare, con ulteriore riduzione del potere d’acquisto e una ripresa dell’inflazione.





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