Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

GOLFO, LO SPETTRO
DEL COLLASSO GLOBALE

GOLFO, LO SPETTRO <BR> DEL COLLASSO GLOBALE

L'estensione geografica del conflitto balistico mediorientale ha provocato immediate ripercussioni sulla sicurezza delle infrastrutture civili e sui mercati internazionali, trasformando una crisi bilaterale in un'emergenza di portata planetaria. Nelle prime ore di oggi, a seguito dei bombardamenti missilistici che hanno preso di mira le basi militari occidentali nella regione, il governo del Kuwait ha disposto con un decreto d'urgenza la chiusura totale del proprio spazio aereo nazionale a tutti i voli commerciali e civili. La decisione, motivata dalla necessità di salvaguardare la sicurezza dei passeggeri di fronte alla pioggia di vettori balistici nel Golfo Persico, ha paralizzato uno dei corridoi aerei più trafficati del mondo, costringendo decine di compagnie internazionali a deviare le proprie rotte con pesanti ripercussioni sulla logistica globale.

Parallelamente, la minaccia di un blocco totale delle arterie energetiche commerciali è stata rilanciata con forza dallo Yemen. I ribelli Houthi, stretti alleati di Teheran, hanno diffuso una nota ufficiale indirizzata direttamente a Washington, avvertendo che il proseguimento degli attacchi dell'Iran contro gli avamposti statunitensi e i partner regionali minaccia di mandare in frantumi l'economia globale. La milizia yemenita ha lasciato intendere di essere pronta ad attivare nuove misure di boicottaggio e sabotaggio marittimo nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, amplificando gli effetti delle ritorsioni iraniane e colpendo la stabilità dei prezzi del greggio, in un momento in cui le catene di approvvigionamento mondiali si trovano già sotto estrema pressione.

LA RETORICA DEL TERRORE DI TEHERAN E IL MONITO DELLE NAZIONI UNITE. Sul piano della propaganda bellica e della deterrenza psicologica, i vertici delle forze armate iraniane hanno inasprito i toni, delineando uno scenario di distruzione totale in caso di un ulteriore allargamento delle operazioni da parte del Pentagono. Un alto funzionario militare di Teheran ha rilasciato una dura dichiarazione programmatica, affermando con veemenza che l'Iran possiede le capacità strategiche e balistiche per “trasformare la regione in un inferno” qualora l'amministrazione statunitense decidesse di lanciare una nuova ondata di missili Tomahawk o di colpire i centri di comando dei pasdaran sul suolo nazionale. Questa formula evoca la possibilità di un coinvolgimento totale e asimmetrico di tutta la rete di milizie sciite dislocate in Iraq, Siria e Libano, pronte a scatenare un'offensiva saturante contro gli interessi occidentali.

Di fronte a questa rapida scomposizione degli equilibri di sicurezza, la diplomazia multilaterale ha espresso la massima preoccupazione per il rischio imminente di una guerra aperta su vasta scala. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite è intervenuto pubblicamente con un appello formale rivolto alle parti in causa a New York. Il capo dell'ONU ha messo solennemente in guardia le potenze globali e i governi mediorientali contro l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, sottolineando che il superamento dei canali diplomatici e il ricorso sistematico a raid punitivi rischiano di innescare una reazione a catena imprevedibile e irreversibile. Il Palazzo di Vetro ha chiesto l'immediata cessazione delle ostilità e l'attivazione di una finestra di tregua umanitaria, denunciando come il meccanismo del Consiglio di Sicurezza rischi l'impotenza di fronte alla determinazione unilaterale dei contendenti. (11 GIU – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero