È noto come il “molo della vergogna”, perché nel 2020, in piena pandemia da Covid-19, qui sbarcarono in pochi giorni migliaia di migranti provenienti dal Nordafrica e, tra misure sanitarie restrittive e strutture inadeguate, per giorni vennero ospitati all’aperto, senza ripari o servizi adeguati. Papa Leone XIV ha scelto proprio il molo di Arguineguin, approdo dei migranti della rotta atlantica a Gran Canaria, come penultima tappa del suo viaggio in Spagna. Qui ha incontrato migranti e volontari e ha pronunciato un discorso incentrato sulla dignità umana che “non ha passaporto e non perde valore quando passa una frontiera”, ha detto. “Qui giungono tante ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai della loro dignità. Il Vangelo ci pone di fronte al fratello che arriva e ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che scappano dalla paura, dopo la notte, il deserto e il mare”, ha detto. “Mi inchino alla vostra dignità”, ha detto rivolgendosi ai migranti, prima di lanciare l’appello alle istituzioni: “Il dramma dei migranti – ha detto - deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo, per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per l'Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l'Atlantico siano cimiteri senza lapidi”. (11 giu-mol)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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