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Emigrazione, Pellegrino (Fdi): Voto Elettronico strada da percorrere, modello Estonia interessante

Roma, 12 giu - Superare le criticità del voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero puntando sul voto elettronico, prendendo esempio dall'esperienza maturata in Estonia. È la proposta avanzata dalla senatrice di Fratelli d'Italia Cinzia Pellegrino a margine della Conferenza dei consoli italiani nel mondo in corso alla Farnesina. "Comprendo bene la complessità del tema del voto degli italiani all'estero, anche perché ho avuto modo di verificarla personalmente visitando più volte i nostri consolati e le nostre ambasciate", ha spiegato la parlamentare. Secondo Pellegrino, "piuttosto che insistere sulla strada dei plichi e dei pacchettini, bisognerebbe cercare di trovare una soluzione sul voto elettronico", una modalità che potrebbe rendere più efficiente e moderna la partecipazione democratica delle comunità italiane oltreconfine. La senatrice ha però evidenziato i principali ostacoli che finora hanno impedito di procedere in questa direzione. "Il tema preponderante riguarda innanzitutto la privacy e, in secondo luogo, la necessità di trovare un sistema molto sicuro per evitare brogli elettronici", ha osservato. In particolare, ha sottolineato la necessità di scongiurare "il doppio o il molteplice voto anche tramite l'utilizzo delle applicazioni", garantendo al tempo stesso la piena affidabilità del sistema. Pellegrino ha richiamato l'esperienza dell'Estonia, Paese considerato all'avanguardia nella digitalizzazione dei servizi pubblici. "Siamo andati in missione con la Commissione parlamentare per la Semplificazione e abbiamo visto che l'Estonia utilizza il voto elettronico da più di un decennio", ha ricordato. Per questo, ha aggiunto, "potrebbe essere un'ottima soluzione collaborare per cercare di trovare e istituire un tavolo che consenta di semplificare il tutto". Per la parlamentare di FdI, l'introduzione del voto elettronico porterebbe vantaggi concreti sia dal punto di vista organizzativo sia economico. "Andare in quella direzione significherebbe più risparmio, sia in termini di tempo che di unità lavorative", ha affermato. Resta tuttavia prioritario, ha concluso, "sciogliere i nodi della privacy e della sicurezza del sistema, che rappresentano la questione più essenziale".
(PO / Sab)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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