L'esercito statunitense ha dichiarato di aver abbattuto diversi droni iraniani vicino allo Stretto di Hormuz, dopo che la Casa Bianca aveva manifestato ottimismo riguardo a un possibile accordo, esprimendo fiducia nel fatto che avrebbe ottenuto il sostegno di Teheran e Israele. Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato i media statali iraniani, criticando le informazioni che differivano dalle descrizioni statunitensi dei potenziali termini dell’accordo, alimentando l'incertezza sullo stato dei negoziati. Non è ancora chiaro se la Guida Suprema iraniana abbia dato il suo benestare, ma anche il Ministero degli Esteri iraniano sta segnalando che un accordo è a portata di mano. Secondo fonti statunitensi citate dalla CNN la firma di un memorandum d'intesa darebbe il via a ulteriori 60 giorni di negoziati "tecnici" sull'attuazione e sulle questioni rimanenti. E mentre altre fonti hanno affermato che una cerimonia di firma potrebbe tenersi in Svizzera nei prossimi giorni, il Ministro degli Esteri iraniano ha suggerito che la firma potrebbe avvenire a distanza.
Oggi ricorre il primo anniversario dell'inizio del conflitto di 12 giorni tra Iran e Israele, preludio alla guerra più lunga e tuttora in corso, scoppiata otto mesi dopo. Il conflitto ebbe inizio il 13 giugno 2025, quando Israele colpì il cuore del programma nucleare iraniano e le sue capacità missilistiche: un attacco senza precedenti che causò anche la morte di diverse figure di spicco del regime iraniano. L'operazione, denominata "Leone Nascente", mirava a fermare quello che Israele definiva il rapido progresso di Teheran nello sviluppo di armi nucleari. (red – 13 giu)
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