Il Turismo delle Radici deve diventare uno strumento per rafforzare il legame tra l'Italia e gli oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti nel mondo, trasformando la memoria dell'emigrazione in opportunità di sviluppo per i territori. È il messaggio lanciato dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo ieri sera al Piazzale della Farnesina durante l'evento conclusivo della prima fase del progetto Turismo delle Radici, promosso dal Maeci nell'ambito del Pnrr. "Oggi lanciamo la Fase 2 del progetto Turismo delle Radici", ha affermato Tajani, ricordando che l'iniziativa nasce per valorizzare "l'Italia dei borghi e dei piccoli comuni". Il ministro ha sottolineato come il progetto abbia già prodotto risultati concreti, con "7 milioni di viaggiatori delle radici e una spesa di oltre 5 miliardi di euro". Tajani ha ringraziato i sindaci coinvolti nella rete dei Comuni delle Radici e ha ricordato il ruolo delle comunità italiane all'estero, citando anche il caso del segretario di Stato americano Marco Rubio, al quale è stato consegnato un documento sulle sue origini piemontesi. "Il turismo delle radici non è un'operazione nostalgia, ma un progetto che guarda al futuro per portare benessere a tutti i cittadini", ha detto, evidenziando che il settore turistico vale oggi circa 240 miliardi di euro e rappresenta oltre il 13% dell'occupazione nazionale. (alp)
PASTA SIMBOLO DELLA NOSTRA CUCINA. Tajani ha inoltre annunciato che la promozione della cucina italiana e della dieta mediterranea entra ufficialmente tra gli strumenti del Turismo delle Radici, nel corso del segmento dedicato alla Cucina Italiana nel Mondo. Sul palco, insieme a Tajani, il presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana Maurizio Casasco e, in collegamento, la presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food Margherita Mastromauro. "La cucina italiana non è solo un simbolo di identità, ma anche una garanzia di salute grazie alla dieta mediterranea. Per celebrare questo valore, abbiamo deciso di dedicare il 25 ottobre alla Giornata della Pasta Italiana nel mondo", ha dichiarato Tajani. Il ministro ha definito la pasta "il simbolo supremo della nostra cucina", sottolineando che "non c'è italiano, anche lontano da casa, che non la cerchi". Tajani ha inoltre evidenziato che la dieta mediterranea rappresenta "una scelta culturale e di benessere che va difesa dagli attacchi esterni".
Casasco ha illustrato i benefici nutrizionali della dieta mediterranea, ricordando come sia basata su "verdure, frutta, pesce e olio d'oliva ricco di polifenoli" e costituisca uno strumento importante per la longevità e il contrasto all'invecchiamento cellulare. Per quanto riguarda l'attività sportiva, il presidente della Federazione Medico Sportiva ha spiegato che la pasta rappresenta una fonte energetica fondamentale grazie ai carboidrati complessi che favoriscono l'accumulo di glicogeno necessario alla prestazione agonistica. Casasco ha inoltre ricordato che contiene il 13% di proteine, vitamina B e contribuisce alla produzione di serotonina.
A confermare il peso economico e produttivo della filiera è stata Margherita Mastromauro, che ha ricordato come l'Italia produca oltre 4 milioni di tonnellate di pasta per un valore di 8,6 miliardi di euro. Quasi il 60% della produzione viene esportato e "un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo è italiano". La presidente dei Pastai Italiani ha inoltre annunciato che il World Pasta Day 2026 si svolgerà a Parma, nella Food Valley italiana, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo della pasta come simbolo internazionale di cultura, tradizione e innovazione. (15 GIU - alp)
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