di Paolo Pagliaro
Con il Sì della Camera e la delega al Governo si torna a parlare di energia nucleare. Con una novità di rilievo: a differenza del 1987 e del 2011, quando due Referendum sancirono la bocciatura nettissima da parte degli italiani, oggi c’è una maggioranza del 51% che auspica un ritorno al nucleare di nuova generazione. Sono favorevoli il 53% delle donne e il 49% degli uomini.
Il sondaggio Demopolis fotografa una spaccatura tra gli elettorati: il sì al nucleare prevale tra chi vota centro-destra, mentre si riduce al 28% tra sceglie il PD, al 14% di chi vota M5S e al 9% degli elettori di verdi-sinistra.
L’Istituto diretto da Pietro Vento ha analizzato le ragioni di favorevoli e contrari. La riduzione della dipendenza energetica del nostro Paese è la motivazione prevalente di chi vota sì. Molti ritengono anche che così si potrebbe contenere il costo delle bollette; altri votano sì perché sono convinti che le centrali di ultima generazione siano sicure.
I contrari al nucleare sono invece convinti che sarebbe preferibile investire seriamente in energie rinnovabili. Il 67% pensa che le centrali non siano sicure, a maggior ragione in un Paese come il nostro ad alto rischio sismico. Il 60% dei contrari ricorda i problemi di smaltimento delle scorie radioattive, quasi 1 su 2 sottolinea che saranno richiesti investimenti elevati e tempi decennali di costruzione.
Nonostante queste obiezioni il nucleare vince, ma a una condizione: che una delle centrali non venga costruita nella provincia in cui viviamo noi. Perché in questo caso prevale nettamente il no (58%).
(© 9Colonne - citare la fonte)




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