Roma, 16 giu – “Se c'è un'entità politica che è in grado di riportare la dimensione di governance dell'intelligenza artificiale verso una dimensione antropocentrica è proprio l'Europa, perché l'Europa è la patria dei diritti umani, è la patria del senso dell'essere umano come punto di partenza e come punto di arrivo del cammino evolutivo. E perché l'Europa ospita anche il Vaticano che, come abbiamo visto nell’Enciclica di Papa Leone, sta facendo un lavoro straordinario nel tenere uniti umanità, essere umano e tecnologia. È una sfida molto difficile, lo è anche per chi, come me, è un legislatore, perché purtroppo il mondo della tecnologia corre a velocità incredibili rispetto ai riti delle democrazie e quindi ai riti parlamentari e anche ai riti governativi”. A dirlo è Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, a margine del Business Ethics Summit, in corso alla Casina Pio IV a Città del Vaticano. “Il governo italiano si è distinto perché ha preso il toro per le corna e ha cercato di affrontare il tema di un nuovo antropocentrismo dell'intelligenza artificiale – ha aggiunto Bergamini -. Chiaramente è una sfida di lungo corso ma dobbiamo affrontarla, non possiamo rimandarla perché altrimenti sarà la tecnologia ad ordinare le menti dei legislatori, quindi ad ordinare le leggi ed è quello che non vogliamo”. Tra le caratteristiche dell’IA c’è poi quella di “presumere, evitare o prevenire l'errore”: “Quando si è legislatori o si fa attività di governo – ha spiegato la deputata azzurra - l'errore ha una portata talmente straordinaria sulla collettività che viene istintivo o evitare di prendere decisioni per non commettere errori oppure magari utilizzare l'intelligenza artificiale per farsi aiutare a non commettere errori. Ma l'errore è umano, è lo strumento di maggiore possibilità di evoluzione dell'essere umano. Sono gli errori che ci fanno capire, ci fanno crescere, ci fanno evolvere. Quindi non va demonizzato l'errore ma bisogna fare in modo che la classe politica, soprattutto i legislatori, abbiano una chiara coscienza della realtà, che permetta loro di minimizzare l'errore senza dover ricorrere all'astenersi oppure all'intelligenza artificiale”. (PO/mol)
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