Roma, 16 giu - “In aula ho denunciato non solo il caso singolo che è successo a me, ma sto raccogliendo testimonianze rispetto a tanti colleghi che erano alla manifestazione di sabato, sotto i cui profili si è scatenata un'onda di insulti, di minacce, di epiteti di ogni tipo. I miei social sono inondati anche di insulti razzisti, che mi invitano ad andare a casa. Peccato che casa mia sia qui”. Così Ouidad Bakkali, deputata Pd, in merito al fenomeno di shitstorm di cui è stata vittima: oltre 13.500 commenti offensivi sotto una foto che la parlamentare ha postato dopo aver partecipato alla manifestazione di sabato contro la remigrazione. Denuncia di shitstorm fatta immediatamente dopo in aula anche dalla deputata di Futuro Nazionale Laura Ravetto. “Noi – sostiene Bakkali - dobbiamo essere molto attenti a quello che sta succedendo nel Paese, anche nelle piattaforme che sono in questo momento totalmente irresponsabili rispetto al livello e alla quantità di odio che si sta riversando. Certamente – evidenzia - Futuro nazionale sta facendo questo lavoro, lo fa perché è parte del nutrimento della sua base: ovvero aizzare i penultimi contro gli ultimi, aizzare sentimenti di odio, razzisti, misogini”. Secondo la deputata nata in Marocco, nel nostro Paese dall’età di due anni e naturalizzata italiana, ciò avviene in ragione del fatto che
Vannacci “nega anche i pieni diritti alle donne, come alle comunità Lgbt”. In aula, inoltre, Bakkali ha richiamato la necessità di un “patto repubblicano per le forze democratiche”, affermando che “la soglia di violenza e di odio che si sta seminando nel Paese è qualcosa che deve allarmare tutti e tutte, perché dalle piattaforme si riversa anche per le strade, creando nemici in ogni angolo”. “Il fenomeno migratorio – sostiene la parlamentare - è qualcosa di molto serio, di complesso, che va gestito con strumenti concreti, con i principi di legalità, di buon governo, quello che non abbiamo visto in questi anni e che certamente non vedremo nella proposta vannacciana”, che secondo Bakkali “ lancia la palla nell'iperspazio, inneggiando a deportazioni senza specificare chi riguarderanno: un giorno sono gli immigrati irregolari, il giorno dopo sono i ragazzi e le ragazze di seconda generazione, quello dopo ancora sono tutti gli immigrati. Un discorso che non porterà da nessuna parte, se non a peggiorare il clima di questo Paese. Davvero – conclude - richiamo alla responsabilità di tutte le forze politiche, affinché questo soggetto sia richiamato a stare dentro un linguaggio democratico, un linguaggio rispettoso, dentro ai principi costituzionali. E se non riconosce la Costituzione, lo dica”. (PO / Roc)
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