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direttore Paolo Pagliaro

IA E ATROPOCENTRISMO:
IL SUMMIT AL VATICANO

IA E ATROPOCENTRISMO: <br>  IL SUMMIT AL VATICANO

Cosa resta di umano quando l'intelligenza diventa dominante? Come bilanciare l’utilizzo consapevole dell’IA con umiltà, prudenza e onestà intellettuale? Quali responsabilità richiede l'esercizio del potere nell'era dell'incertezza? Sono le tre grandi domande attorno a cui si è sviluppata la quarta edizione del Business Ethics Summit 2026, il forum promosso da Core con il coordinamento accademico del Boston College e Lenovo come main partner che ieri ha riunito in Vaticano leader internazionali delle istituzioni, dell'impresa, della finanza, della tecnologia e dell'accademia per riflettere sul tema “Humility of Power”. “È importante mettere l'uomo al centro di tutto, che significa favorire sempre la crescita, il lavoro e il benessere dell'essere umano al di sopra dello strumento che è l'intelligenza artificiale”, ha affermato Padre Philip Larrey, docente di filosofia presso il Boston College, che ha aperto la giornata, moderata da Cristiana Falcone. “Il vero pericolo è che gli uomini smettano di pensare e inizino ad agire in modo meccanico e standardizzato come le macchine”, ha sottolineato il presidente della commissione Scienza e Ricerca della Camera, Federico Mollicone, citando anche l'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV “che eleva l'approccio antropocentrico a criterio euristico e normativo fondamentale nella governance delle transizioni tecnologiche”. “Il vero potere responsabile nasce dal dubbio e dalla capacità dell’uomo di dare un senso al progresso. La grande sfida delle istituzioni è quella di accompagnare l’innovazione mantenendo saldo il principio che ogni trasformazione deve restare al servizio dell’uomo”, ha ribadito Gabriele Fava, presidente dell’Inps. Un approccio rivendicato anche da Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, secondo cui "se c'è un'entità politica che è in grado di riportare la dimensione di governance dell'intelligenza artificiale verso una dimensione antropocentrica è proprio l'Europa, la patria dei diritti umani. E anche perché l'Europa ospita anche il Vaticano che, come abbiamo visto nell'Enciclica di Papa Leone, sta facendo un lavoro straordinario nel tenere uniti umanità, essere umano e tecnologia”. Oltre alle istituzioni, hanno preso parte al Summit anche leader aziendali, studiosi e innovatori di Europa, Stati Uniti, Medio Oriente e Asia, provenienti dai settori dell’energia, del quantum computing, della connettività e della robotica hanno discusso le opportunità e le incognite legate alle nuove frontiere dell’innovazione. “Uno dei maggiori rischi nell'innovazione non è ciò che non sappiamo, ma ciò di cui siamo troppo certi. Le capacità dei computer quantistici di compromettere gli attuali sistemi crittografici non appartengono più alla fantascienza, ma rientrano ormai nell'orizzonte di pianificazione di molti governi e aziende”, ha dichiarato Niccolò De Masi, Chairman & Ceo, IonQ, mentre Stefano Buono, Chief Executive Officer di NewCleo ha aggiunto: “È fondamentale avere momenti dedicati a temi di cruciale importanza: oggi è stata una giornata dove è stato possibile discutere di etica, business e nuove tecnologie, condividendo ognuno un prezioso contributo”. Una giornata, quella di ieri, conclusasi con le parole di Cristiana Falcone: “Nonostante la diversità delle prospettive emerse – ha detto - un filo conduttore ha attraversato l’intera giornata: quanto più potere acquisiamo, tanto più l’umiltà diventa essenziale. La sfida che abbiamo di fronte non è soltanto tecnologica. È una sfida umana. La vera sfida è innovare senza arroganza”. (17 giu-mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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