Roma, 17 giu - “Questa è una proposta di legge che va a riempire un vulnus amministrativo, un vuoto normativo del nostro ordinamento, quello per cui un minore straniero in affido, nel caso in cui non potesse avere dei documenti che il proprio Paese di provenienza dovrebbe rilasciargli, è costretto a fare tutta una serie di sacrifici”. Così Federica Onori, deputata di Azione e segretaria della Commissione Affari Esteri, che ieri alla Camera ha promosso l’evento “Minori invisibili: una legge per restituire il futuro”. Evento che si inserisce nel percorso avviato con l'incontro del 16 marzo scorso, che aveva portato all'attenzione delle istituzioni la condizione dei minori nati o cresciuti in Italia privi di un documento valido per espatriare. Se quel primo appuntamento era stato dedicato all'ascolto delle famiglie, degli operatori e delle associazioni e alla mappatura delle criticità esistenti, l'evento di ieri rappresenta il passo successivo: la presentazione di una proposta di legge finalizzata a colmare i vuoti normativi che oggi impediscono a molti bambini e ragazzi di vedere pienamente riconosciuti i propri diritti. A sostegno dell’iniziativa le deputate Ilenia Malavasi (Partito democratico) e Maria Elena Boschi (Italia Viva) e il deputato Riccardo Magi (+Europa), cofirmatari della proposta di legge. Tra gli intervenuti Anna Guerrieri, presidente di Care – Coordinamento Nazionale Associazioni Familiari Adottive e Affidatarie in Rete, Samuele Corsi e Antonella Cozza, genitori affidatari di minori stranieri, e Chiara Penna, avvocato penalista. Minori, spiega Onori, che sono costretti a sacrifici “per quanto riguarda le gite all'estero, la possibilità di partecipare a gare sportive all'estero, la possibilità di ricevere anche cure specialistiche all'estero e in generale il problema di oltrepassare i confini nazionali e rientrare. Questo è chiaramente un limite anche molto importante per le famiglie affidatarie: abbiamo ascoltato le richieste di molte famiglie, di molte associazioni che ponevano questo tema molto concreto, di carattere puramente amministrativo e burocratico: quindi – conclude la parlamentare - ci siamo fatti promotori di una proposta di legge che vada ad aggiustare tutta una serie di aspetti legati alla vita quotidiana di famiglie affidatarie, ma ci occupiamo anche di minori collocati ad esempio in strutture o in istituti. Quindi è una proposta di legge molto articolata, e speriamo che possa trovare sempre di più il favore e il consenso anche delle forze di maggioranza”. (Po / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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