Fare il punto sui progressi della ricerca ematologica e rilanciare l’impegno a sostegno di pazienti e famiglie. È questo l’obiettivo della conferenza stampa organizzata oggi da AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – nella Sala Minerva di Palazzo De Carolis a Roma, in vista della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. Al centro dell’incontro, dal titolo “Ricerca e cura in ematologia: l’impegno di AIL tra presente e futuro”, le nuove frontiere terapeutiche che stanno cambiando la prognosi di molte patologie del sangue e i progetti che l’associazione sosterrà nel 2026 insieme alle principali società scientifiche del settore. Secondo i dati illustrati nel corso dell’evento, ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 30mila nuovi tumori ematologici, di cui oltre 2.100 in età pediatrica e adolescenziale. Sono circa 500mila le persone che convivono con una malattia del sangue, ma l’evoluzione delle cure ha profondamente modificato lo scenario. AIL ha ricordato di aver finanziato nel 2025 ben 206 progetti di ricerca indipendente e di sostenere 111 centri di ematologia e trapianto di cellule staminali distribuiti sul territorio nazionale. Il presidente nazionale Giuseppe Toro ha ribadito il ruolo dell’associazione, che attraverso 83 sezioni provinciali e oltre 18mila volontari affianca i pazienti con servizi che spaziano dalle cure domiciliari al supporto psicologico, fino alle Case AIL. Sul fronte scientifico, gli specialisti intervenuti hanno illustrato i principali avanzamenti terapeutici. Grande attenzione è stata dedicata alle terapie CAR-T, considerate una delle frontiere più avanzate dell’immunoterapia. Secondo Franco Locatelli, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’obiettivo non è più soltanto utilizzarle nei casi resistenti ai trattamenti tradizionali, ma anticiparne l’impiego già nelle prime fasi della malattia o nei pazienti ad alto rischio. Tra le innovazioni più significative figurano inoltre gli anticorpi bispecifici e i nuovi farmaci target per il mieloma multiplo, le leucemie acute e le neoplasie mieloproliferative croniche. Gli ematologi hanno evidenziato come questi approcci stiano aumentando le possibilità di remissione e migliorando sensibilmente la qualità della vita dei pazienti, compresi quelli più anziani che in passato avevano opzioni terapeutiche limitate. Nel corso dell’incontro sono stati diffusi anche i dati relativi ai trapianti e alle terapie cellulari. Nel 2025 in Italia sono stati effettuati 5.259 trapianti ematologici e 750 trattamenti CAR-T. L’impiego di queste ultime sta progressivamente riducendo il ricorso ai trapianti autologhi nei linfomi, mentre continua a crescere il numero dei trapianti allogenici. AIL ha inoltre annunciato il rafforzamento degli investimenti nella ricerca indipendente per il 2026, con nuovi progetti che riguardano l’applicazione del Digital Twin alle sindromi mielodisplastiche, studi sulla leucemia linfoblastica acuta pediatrica, ricerche sui linfomi cutanei rari e programmi di alta formazione per medici e infermieri specializzati. Un impegno che, secondo l’associazione, punta a rendere sempre più accessibili cure innovative e personalizzate, avvicinando in molti casi l’aspettativa di vita dei pazienti ematologici a quella della popolazione generale. (sem)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione