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Ddl caccia, opposizioni e ambientalisti in piazza contro “legge sparatutto”

Roma, 23 giu - “Sotto tiro. Fermiamoli” (con Meloni, Salvini e Lollobrigida rappresentati come cacciatori) e “Fermiamo la legge sparatutto” recitano alcuni degli striscioni esposti nel flash mob a Piazza della Rotonda, di fronte al Pantheon, mentre a poche centinaia di metri l’aula del Senato era impegnata per dare il via libera in prima lettura al ddl sulla caccia. Ma associazioni ambientaliste e forze di opposizione promettono battaglia, anche in vista del passaggio nell’altro ramo del Parlamento. E in caso di approvazione definitiva, assicurano, quando saranno al governo sarà una delle prime norme ad essere abolite. "Siamo assolutamente e convintamente con voi, perché riteniamo che questo provvedimento legislativo sia contra costituzionem" afferma il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenuto in piazza, per poi aggiungere: "Nella Costituzione, noi - ha sottolineato l'ex premier -abbiamo lavorato per riformare l'articolo 9, introducendo il concetto di tutela dell'ambiente, protezione e preservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale anche rispetto alle generazioni future”. “È una vergogna – afferma il leader dei Verdi Angelo Bonelli - non so come sia possibile che la destra abbia immaginato e portato in Parlamento l'approvazione di una legge così vergognosa. Stiamo parlando di una legge che apre la caccia e autorizza la caccia nei parchi, sulle spiagge. Consente la caccia a specie protette, pensate allo stambecco, all'oca selvatica. Secondo questa legge tutto ciò che si muove nei boschi, nei parchi, deve essere cacciato. Siamo un paese civile, ma questa è inciviltà totale, un elemento che confligge con la nostra Costituzione, che tutela il patrimonio faunistico. Allora chieda a Giorgio Meloni: perché tutto ciò? In cambio di qualche voto dei cacciatori? Ma non è più importante tutelare la biodiversità e dare un esempio ai giovani che devono rispettare la natura?”. Intanto, un fronte trasversale di parlamentari ha rivolto oggi un appello alla premier, per chiedere il ritiro del ddl. Le firmatarie, esponenti di diverse forze politiche (tra cui la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa) chiedono alla premier un “atto di responsabilità per fermare una riforma che minaccia la biodiversità, la sicurezza dei cittadini e la legalità”. L’appello sottolinea come il provvedimento sia stato duramente criticato dalla Commissione europea e dal Consiglio d’Europa per il rischio di violazione delle direttive internazionali. Le parlamentari richiamano inoltre le parole di Papa Leone XIV, che ha definito la questione di "grande rilevanza sociale e morale", e il magistero di Papa Francesco sulla cura della "casa comune".

“Questo è un appello – spiega la deputata del Pd Eleonora Evi - che diverse donne di diversi gruppi politici, deputate, senatrici ed europarlamentari, hanno rivolto a una donna, che si definisce ‘donna, madre, cristiana’, che è la presidente Giorgia Meloni, e chiediamo a lei di fermare questa riforma scellerata, vergognosa, pericolosa, che rappresenta un vero e proprio attacco brutale alla natura della biodiversità. E fa piacere vedere che all'interno di queste firme c'è anche quello di una deputata di maggioranza di Forza Italia: questo sta a significare che, come anche in parte riconosciuto dalle stesse parole del ministro Pichetto Fratin, questa riforma è pericolosa e va fermata. Io mi auguro che, sulla base di questo ulteriore appello, si possa arrivare al ritiro di questo provvedimento”. “Alla Camera – assicura Sergio Costa, deputato M5S e vicepresidente della Camera - noi ci opporremo in tutti i modi, cioè li terremo là ore e ore e per me, per noi del Movimento 5 Stelle è ‘l'Aventino della natura’. Noi – continua l’ex ministro dell’Ambiente - non ci spostiamo un millimetro dalla nostra posizione, non possiamo accettare che quelli che oggi sono bracconieri si trasformino in ‘bioregolatori’ ovverosia in custodi della natura. I bracconieri rimangono bracconieri e i veri custodi della natura sono gli scienziati, come quelli di Ispra che invece viene considerata semplicemente di serie B, in quanto i pareri dell’istituto con questa norma sono considerati non vincolanti, cioè verranno ascoltati solo se conviene. E questa è un'assurdità, è il ‘medioevo’ della politica, il medioevo della tutela della natura. Oggi noi consideriamo questo un fronte sul quale rimanere fermi e saldi”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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