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ROBOTICA, IL MERCATO ITALIANO VALE 3,5 MILIARDI DI EURO

Il 28% delle aziende italiane oggi utilizza soluzioni di robotica, principalmente nella manifattura, per un mercato che secondo l'Osservatorio Innovative Robotics del Politecnico di Milano, presentata oggi, nel 2025 è pari a 2,2 miliardi di euro tenendo conto delle sole spese in conto capitale (CapEx), raggiunge 3,5 miliardi di euro se si includono anche le spese operative (OpEx). La spesa media annua delle imprese italiane per la robotica è 456 mila euro (700 mila euro per le grandi imprese, 240 mila euro per le medie e 160 mila euro per le piccole). Ma l’adozione è destinata a crescere fino al 36% delle aziende entro il 2028, con una forte evoluzione, frutto della radicale trasformazione della robotica grazie all’intelligenza artificiale: tra le imprese italiane che prevedono investimenti nel 2026, il 29% destinerà risorse per robot innovativi che integrano AI, sensori e apprendimento continuo. La spesa media pianificata è di 183.000 euro, ancora contenuta, ma segnale di un interesse concreto per la nuova generazione di soluzioni abilitate dalla physical AI, che estende il perimetro d'uso ben oltre la manifattura tradizionale. A livello globale si contano 493 startup robotiche fondate dal 2020 e finanziate negli ultimi due anni in 39 paesi, con un funding complessivo di 7,39 miliardi di dollari. La distribuzione geografica rivela una concentrazione attorno a Nord America e Asia, che ospitano ciascuno il 38% delle startup analizzate. Tuttavia, il Nord America raccoglie il 57% del funding totale, con un finanziamento medio per startup di 22,5 milioni di dollari, quasi il doppio rispetto alla media asiatica di 12,4 milioni. L'Europa è al terzo posto, con il 20% delle startup, il 10% dei finanziamenti totali e una media di 7,6 milioni di dollari per startup. Le startup robotiche italiane sono 10 - il 2% del totale globale - e hanno raccolto complessivamente oltre 120 milioni di dollari in finanziamenti. Se in Nord America prevalgono i capitali privati, in Asia i finanziamenti pubblici sono l'80%. Il 66% delle startup globali sviluppa hardware e software congiuntamente, ma queste raccolgono in proporzione un finanziamento medio inferiore rispetto a chi sviluppa solo hardware o solo software. Le startup specializzate nell’hardware raggiungono in media 53,9 milioni di dollari, quelle software 21,9 milioni, mentre quelle con entrambi integrati si fermano a 9,8 milioni. Gli investitori, dunque, sembrano privilegiare le startup focalizzate sulla componente fisica o sull'intelligenza rispetto alle proposte integrate.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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