Roma, 26 giu - “Non c'è stato un dibattito vero. Già in Commissione, il fatto che la maggioranza abbia imposto necessariamente l’approdo del testo oggi in aula ha determinato una compromissione dei tempi di discussione in Commissione. Tutto questo è assolutamente grave, perché stiamo parlando della legge elettorale”. Così Carmela Auriemma, deputata M5S, intervenuta in aula a Montecitorio in discussione generale sulla legge elettorale. “Qualcuno può dire che è una legge che interessa gli addetti ai lavori, invece la legge elettorale è proprio l'anima della nostra democrazia, stabilendo come si trasformano i voti in seggi e quindi in rappresentanza, cioè chi va a formare l'assemblea legislativa. Quindi veramente è una cosa importantissima” sottolinea la parlamentare della Commissione Affari costituzionali, ricordando: “Su questa base abbiamo chiesto un rinvio, che non è stato accolto, per discutere tutti gli emendamenti, visto che ne sono stati analizzati soltanto la metà”. Secondo la pentastellata, “questa legge è profondamente anticostituzionale e antidemocratica”, per esempio in merito al “famoso premio di maggioranza bloccato, un listino di 105 parlamentari che scatta automaticamente quando si arriva al 42%. Quindi non c'è nessun limite, nessun quorum. Un listino bloccato completamente scollegato dal voto espresso. Così come è bloccato anche il listino proporzionale, cioè quello che si trova materialmente sulla scheda”. Un premio di maggioranza, sottolinea Auriemma, che “va ad alterare completamente il principio di rappresentanza”, poi c'è l'indicazione del candidato premier. “Questa – spiega ancora Auriemma - è un'altra disposizione che abbiamo contestato profondamente, perché va a limitare sul piano politico le prerogative sia del Parlamento e dei gruppi parlamentari, sia del presidente della Repubblica. La maggioranza, anche nella relazione di accompagnamento, sostiene che sia una disposizione per garantire la trasparenza elettorale, ma di fatto non è così perché si induce nell'immaginario dell'elettore che si sta andando a votare il candidato premier. Un fatto che va a incidere fortemente sulla nostra forma di governo che è parlamentare, basata su un rapporto di fiducia tra il governo e il Parlamento. Invece si va a introdurre il principio per cui il capo dell'esecutivo è eletto direttamente dal popolo, sovrapponendo sostanzialmente un sistema parlamentare ad un sistema che prevede la scelta diretta del premier, senza però passare attraverso una riforma costituzionale. Questo è assurdo, noi riteniamo che questa legge sia profondamente inemendabile e che non può assolutamente essere lo strumento con cui determinare le prossime elezioni. perché è evidente che è un vestito ritagliato sulle esigenze della maggioranza, che al suo interno ha anche grosse conflittualità”, conclude la parlamentare. (PO / Roc)
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