È uscito in tutto il mondo “The Wow! Signal”, il decimo album in studio dei Muse. Composto da 10 tracce, il disco esplora temi come la comunicazione extraterrestre, l'ansia tecnologica e lo stupore esistenziale attraverso una produzione audace e un sound eterogeneo che spazia dal rock massimalista all'elettronica. Il lancio dell'album è accompagnato dal visual del brano “Hush”, che vede la partecipazione di Ellie Goulding. Il brano si unisce a una serie di singoli di successo già pubblicati nei mesi scorsi, tra cui "Nightshift Superstar", "Hexagons", "Cryogen" e "Unravelling". Al disco hanno collaborato produttori di rilievo come Dan Lancaster, Aleks Von Korff e BloodPop®, oltre alla London Metropolitan Orchestra. Il titolo dell'album è un omaggio al celebre e misterioso segnale radio interstellare captato nel 1977, potenziale traccia di vita extraterrestre. In concomitanza con l'uscita del disco, la band guidata da Matt Bellamy darà il via al "The Wow! Signal Tour": dopo l'anteprima del 2 luglio al Summerfest di Milwaukee, la leg nordamericana partirà il 5 luglio da St. Louis per poi concludersi il 31 agosto all'Hollywood Bowl di Los Angeles. Successivamente, i Muse si sposteranno nel Regno Unito e in Europa per 16 date nei palazzetti. Nelle varie tappe della tournée, la band sarà supportata da The Temper Trap, Bloc Party e Portugal. The Man.
MUSICA, LA BATTERIA DI NATE SMITH DAL VIVO ALLA CASA DEL JAZZ DI ROMA
Nate Smith non è semplicemente un batterista straordinario; è un musicista poliedrico, un compositore visionario e un produttore che ha saputo ridefinire i confini della musica contemporanea. Originario di Norfolk, in Virginia, Smith ha respirato musica fin dall'adolescenza. Il suo talento precoce non è sfuggito alla leggendaria cantante Betty Carter, che lo ha voluto nel prestigioso programma Jazz Ahead, portandolo a esibirsi al leggendario Blue Note di New York a soli vent'anni. Da quel momento, la sua carriera è stata un'ascesa inarrestabile e priva di barriere di genere. Nel 2001 ha firmato come co-autore il brano "Heaven Can Wait" per il re del pop Michael Jackson, mentre nel 2003 è entrato stabilmente nella band del contrabbassista Dave Holland, girando il mondo in tour. La consacrazione come leader è arrivata prima con la sua carriera solista e poi con il progetto Kinfolk, che nel 2017 gli è valso ben due nomination ai Grammy Awards. Il definitivo trionfo internazionale è giunto nel 2026, anno in cui ha conquistato il Grammy Award per il Best Alternative Jazz Album, un riconoscimento che lo ha sancito come uno dei musicisti più influenti e richiesti della sua generazione. Nella sua straordinaria carriera vanta collaborazioni stellari con pesi massimi del calibro di Pat Metheny, Norah Jones, Jon Batiste, Chris Potter e con i travolgenti Vulfpeck e Fearless Flyers (memorabile il loro live alla Casa del Jazz nell'agosto 2025). L'appuntamento per sentirlo e vederlo dal vivo a Roma è fissato per il 6 luglio 2026 alle ore 21:00, al Parco della Casa del Jazz. Sul palco, Nate Smith guiderà una formazione d'eccezione, un quartetto capace di tessere trame sonore imprevedibili tra jazz, funk e sperimentazione, composto da James Francies alle tastiere, Josh Johnson al sax e Anna Butters al basso elettrico.





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