di Paolo Pagliaro
Più dannosi dei commenti offensivi e deliranti degli haters sulla tragedia che ha colpito la famiglia del ministro Eugenia Roccella ci sono solo i commenti sui commenti. Com’è noto, le bacheche dei social network raccolgono, accanto ad alcune cose interessanti, molta spazzatura: ingiurie, diffamazioni, minacce, oscenità. Per molti aspetti, quei contenuti sono gli stessi che un tempo si trovavano sulle pareti dei bagni pubblici e gratuiti, quando quei luoghi ancora esistevano, prima di scomparire insieme al servizio di leva obbligatorio. Ma non ricordo che allora i giornali considerassero rilevante l’opinione di quel particolare popolo, né che i suoi graffiti fossero consultati e recensiti come termometro degli umori correnti. Sarebbe stato impensabile che un presidente del Consiglio sentisse il bisogno di censurarli, e che qualche politico prendesse le distanze o sollecitasse gli altri a prenderle. Oggi invece accade, ed è questo il segnale del baratro che sta per inghiottirci.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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